Il virus non ferma la musica. L’esibizione all’aperto dei 51 studenti di strumento a fiato del Conservatorio Rossini, ieri pomeriggio, in piazza del Popolo, ha catturato per due ore l’attenzione dei passanti, tra cui anche diversi turisti. In tanti si sono fermati ad ammirare, e a riprendere con i propri telefonini, il flashmob messo in piedi dal Conservatorio. Un vero e proprio...

Il virus non ferma la musica. L’esibizione all’aperto dei 51 studenti di strumento a fiato del Conservatorio Rossini, ieri pomeriggio, in piazza del Popolo, ha catturato per due ore l’attenzione dei passanti, tra cui anche diversi turisti. In tanti si sono fermati ad ammirare, e a riprendere con i propri telefonini, il flashmob messo in piedi dal Conservatorio. Un vero e proprio laboratorio musicale, volto a mostrare al grande pubblico quello che accade dentro le mura del prestigioso istituto. Ad esibirsi assieme ad essi, anche 3 docenti della stessa istituzione, sotto la guida del maestro Michele Mangani, direttore d’orchestra e compositore. L’evento si è aperto con la ‘Grande Marcia’ di Giuseppe Filippa, brano che venne composto per il concerto di inaugurazione del Liceo Rossini (oggi Conservatorio) nel 1882 e dedicato al suo primo direttore Carlo Pedrotti. A seguire, capisaldi della letterature per orchestra di fiati quali la Suite n. 2 di Gustav Holst, un omaggio a Ennio Morricone con le colonne sonore di ‘C’era una volta il West e Mission’, una ‘Marcia’ di Rossini, e, infine, l’inno mondiale dei geologi: ‘Fanfare and Theme of the Planet Heart’, composto dallo stesso Mangani nel 2008 su commissione del Dipartimento di Geologia di Urbino ed eseguito nello stesso anno dall’Orchestra giovanile di fiati del Conservatorio Rossini al Quirinale, in occasione della Festa di primavera dedicata all’ ‘Anno internazionale del Pianeta Terra’.

"L’assembramento è stato regolato, per via del Covid – afferma Mangani, che è anche referente dell’ ‘International Music Program Project’ per il Conservatorio pesarese –, ma si è comunque mantenuta fede alla finalità dell’iniziativa, cioè quella di mettere in atto una pratica insolita, che per il nostro laboratorio consiste nel mostrare quanto normalmente accade durante la preparazione di un concerto, anche a coloro che erano di passaggio in Piazza del Popolo".

Angelica Panzieri