Una ripartenza piena di incognite. Bene i 7milioni di euro annunciati dalla Regione Marche, ma sono diversi i nodi da sciogliere per poter ritenere veramente inquadrata la ripartenza dei servizi educativi per il segmento 0-6 anni allo scoccare del mese di settembre. A leggere “il Programma regionale di interventi 2020 per la promozione del sistema 0-6 anni“ sembra ottimistica la visione che nel piano regionale prevede finanziamenti per il prolungamento del tempo pieno. O lo sarà ottimistica...

Una ripartenza piena di incognite. Bene i 7milioni di euro annunciati dalla Regione Marche, ma sono diversi i nodi da sciogliere per poter ritenere veramente inquadrata la ripartenza dei servizi educativi per il segmento 0-6 anni allo scoccare del mese di settembre. A leggere “il Programma regionale di interventi 2020 per la promozione del sistema 0-6 anni“ sembra ottimistica la visione che nel piano regionale prevede finanziamenti per il prolungamento del tempo pieno. O lo sarà ottimistica fino a quando il Comitato tecnico scientifico non scioglierà alcuni nodi su cui gli addetti ai lavori si stanno interrogando.

Proprio il tempo pieno potrebbe essere un servizio “in pericolo“. A fronte della regola anticontagio che stabilisce un unico, sempre lo stesso educatore, per un gruppo fisso di bambini definito “gruppo bolla“ durante tutto il periodo di frequenza, la ricomposizione dei partecipanti al pomeriggio viene messa in discussione. La domanda fondamentale, che si fanno tutti, sia ne pubblico che nel privato è se "Si possono prevedere gruppi bolla nel pomeriggio diversi da quelli del mattino?". Altro quesito sostanziale non chiarito è quello sul rapporto educatore bambini. Resta quello attuale con un educatore ogni 5 bambini o si torna al rapporto precedente al Covid di 1 a 8?. Da questo dipendono i posti disponibili per iscrivere i figli ma anche la gestione del personale: o si lavora con gli educatori assunti quindi meno bambini nelle scuole o si prevedono nuove assunzioni a tempo determinato di educatori.

Allora non nuocerebbero contributi pubblici per il potenziamento del personale. Altro dilemma delicatissimo è quello che riguarda la possibilità degli esperti esterni (l’insegnante di sport, quello di inglese...). Possono continuare a lavorare per le scuole? Se sì con quali modalità dal momento che frequentano più scuole? Poi: la Regione ha previsto linee guida per i pediatri? I bambini dello 0-6 si ammalano con alta frequenza hanno febbre, raffreddore, diarrea...tutti sintomi che fanno scattare il protocollo anticovid quindi la richiesta di tampone per rientrae a scuola o la quarantena preventiva. Questo comporterebbe un alto numero di assenze. E’ stato previsto un protocollo per i pediatri che possano attuare dando loro maggiore discrezionalità riguardo l’obbligatorietà del tampone a misura di bambin 0-6? Infine Sul trasporto scolastico pubblico così come il servizio scuolabus gestito dai Comuni resterà la capacità di carico dimezzata?

Solidea Vitali Rosati