Ormai era più esperto di borsa che di pensioni. Scoperto mesi fa mentre faceva trading durante l’orario di lavoro, ora, dopo mesi di indagini, il 50enne dipendente part-time dell’Inps di via Gramsci è stato denunciato dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziario di Pesaro per il reato di abusivismo previsto dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria. Tutto è...

Ormai era più esperto di borsa che di pensioni. Scoperto mesi fa mentre faceva trading durante l’orario di lavoro, ora, dopo mesi di indagini, il 50enne dipendente part-time dell’Inps di via Gramsci è stato denunciato dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziario di Pesaro per il reato di abusivismo previsto dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria.

Tutto è cominciato diversi mesi fa, quando la passione per la borsa e tutto il mondo di azioni e investimenti è diventata sempre più forte al punto che il 50enne stesso non si sarebbe nascosto più di tanto mentre si occupava di trading durante l’orario d’ufficio. Così quell’attività extra è arrivata alle orecchie delle Fiamme Gialle, le quali hanno verificato che fosse anche illegale. Il dipendente Inps non risultava infatti iscritto ad alcun albo né avere i requisiti per operare sul mercato finanziario, si qualificava tramite canali social (Facebook e Linkedin) come global advisor di un fondo comune di investimento, collocato nella Repubblica di Malta. Nel corso delle indagini, le Fiamme gialle hanno notato anomale movimentazioni nei conti correnti da lui utilizzati con numerosi e ingenti flussi monetari - in entrata ed in uscita, anche con controparti estere - collegati a operazioni di trading e scambio online di criptovalute non coerenti con il profilo finanziario di un pubblico dipendente. Tra il 2016 e il 2019, secondo la Gdf, l’uomo avrebbe affittato e gestito il fondo maltese, collocando prodotti e strumenti finanziari e offrendo servizi e attività di investimento, anche per conto terzi, in modo abusivo. Tutto questo percependo anche oltre 20mila euro di fee (commissioni di performance) per gestire il fondo basate sul rendimento annuo: sono state sottoposte a sequestro preventivo come provento del reato. L’attività della Gdf si inquadra nella più ampia strategia volta al contrasto di illeciti economici nonché alla tutela del funzionamento del mercato dei capitali e delle persone che operano e investono, secondo norma, nel settore.