Il genio surreale di Valerio Lundini "Vi offro la vita ma senza la noia"

Stasera lo spettacolo del comico emergente alla Baia: "Coinvolgo il pubblico, solo se non è timido"

Il genio surreale di Valerio Lundini   "Vi offro la vita ma senza la noia"

Il genio surreale di Valerio Lundini "Vi offro la vita ma senza la noia"

Valerio Lundini & IVazzanikki in scena stasera alle 21,30 a Baia Flaminia a Pesaro nell’ambito del Caterraduno con "Canzoni carine altre meno".

Se dico Lundini-Sold out, lei cosa risponde?

"Dai è un periodo buono, positivo – risponde il comico romano -, speriamo che duri, ma è merito di tutti, sono contento e spero che non sia perché gli altri eventi sono poco interessanti". Vi esibirete a Pesaro in spiaggia, le piace l’idea?

"Sono già stato a Pesaro ma con un altro al lavoro e a teatro. Quindi con questo spettacolo e insieme alla band è la prima volta. Sì certo, sarà una bella situazione e spero che ci sia tanta gente".

Lei e il gruppo musicale I Vazzanikki vi conoscete da 15 anni, cosa è cambiato dai primi tempi?

"Tutto. Prima ci esibivamo in metrò o in qualche club romano, non siamo mai usciti dal Lazio. Adesso invece siamo in tournée per tutta l’Italia con successo. E’ cambiato anche quello che proponiamo. I pezzi sono stati sistemati, ripassati e anche lo show si presenta con una veste diversa".

Cosa è invece rimasto uguale?

"Il divertimento".

Quale è differenza con il precedente "Il Mansplaining spiegato a mia figlia"?

"Quello di stasera a Pesaro è un lavoro collettivo, mentre l’altro è uno spettacolo teatrale dove mi devo più concentrare, perché è come un film con le sue gag, le sue improvvisazioni e i suoi colpi di scena. "Canzoni carine altre meno" è più una festa, io suono il piano e canto, sono nato come cantante, poi ci sono I Vazzanikki, potrei anche uscire a fumarmi una sigaretta e non cascherebbe il mondo".

Da dove nasce il nome della band?

"Ci è stato suggerito da Lillo e Greg che incontravamo nei locali vari lustri fa. Pensammo insieme a un nome buffo e questo fa il verso a Iva Zanicchi ma senza un motivo particolare. Se lei lo sa? Credo che ne è venuta conoscenza poco tempo fa".

A che spettacolo assisteremo questa sera?

"Noi siamo nati come gruppo rock, ma con il tempo i nostri pezzi si sono contaminati con altri generi come swing, rockabilly e surf, in realtà non c’è nel concerto comico una identità musicale, è una proposta fluid. Non c’è alla base una progettualità, il filo conduttore è il divertimento e l’improvvisazione". Coinvolgerete anche il pubblico?

"Se lo vuole sì, ma non sarà costretto. Mi metto nei panni di chi è timido ed è venuto solo per assistere allo show, senza esserne parte attiva".

Tutti i testi sono vostri?

"La maggior parte sì, tutti fuori dal genere, sono pezzi misti". Da dove nasce la sua ispirazione?

"Le influenze ci sono, ma spesso sono involontarie, possono essere frasi che ho sentito da bambino o citazioni della mia infanzia, lo spettacolo è anche fatto di residui del mio passato". Lei è così anche nella vita?

"Non lo so. Sul palco la finalità è l’intrattenimento. Quindi si offre una versione di sé modificata. E’ un po’ quello che diceva Hitchcock. Il regista sperava che agli spettatori accadesse di vedere "la vita senza le parti noiose".

Beatrice Terenzi