di Roberto Damiani Nell’area ex Amga non verrà realizzato un parco vero, ma solo strumentale e dunque temporaneo. Le piante che il Comune dovrebbe mettere a dimora nel 2021 rimarranno il necessario per tentare di bonificare il sottosuolo pieno di idrocarburi. Una volta ottenuto il risultato (se mai si otterrà, perché nessuno può saperlo), una squadra di boscaioli provvederà a radere al suolo la piantumazione perché quell’area manterrà la destinazione originaria, ossia residenziale con permesso di costruirci una torre di 9 piani. Lo ha confermato anche l’assessore...

di Roberto Damiani

Nell’area ex Amga non verrà realizzato un parco vero, ma solo strumentale e dunque temporaneo. Le piante che il Comune dovrebbe mettere a dimora nel 2021 rimarranno il necessario per tentare di bonificare il sottosuolo pieno di idrocarburi. Una volta ottenuto il risultato (se mai si otterrà, perché nessuno può saperlo), una squadra di boscaioli provvederà a radere al suolo la piantumazione perché quell’area manterrà la destinazione originaria, ossia residenziale con permesso di costruirci una torre di 9 piani. Lo ha confermato anche l’assessore all’ambiente Heidi Morotti in una nota: "Il Comune non ha previsto alcuna variante urbanistica che modifichi l’edificabilità dell’area ex Amga". Al che i costruttori, non credendo ai loro occhi, hanno tirato un sospiro di sollievo, E sul parco da realizzare con centinaia di piante, laghetto, cespugli, al posto della torre di 9 piani, progetto tante volte annunciato per l’applauso dei residenti, la Morotti è stata disarmante: "Il fatto che ci sarà del verde, piacevole da ammirare, a coprire il terreno contaminato non significa che il Comune abbia previsto di realizzarci un parco urbano".

Ma come? E lo si dice così? Eppure il sindaco Matteo Ricci, l’otto aprile del 2019, si era presentato ai residenti del porto mostrando un bellissimo progetto del nuovo parco o bosco che avrebbe cancellato il passato e la minaccia del cemento. Non solo, annunciò anche: "...ho già dato mandato agli uffici urbanistici di togliere l’edificabilità, così i privati non potranno costruirci nemmeno fra 10 o 15 anni quando la bonifica sarà completata". Escludendo che il sindaco Ricci sia un kamikaze, qualcuno deve avergli assicurato in quel momento che si poteva fare la voce grossa con i proprietari e minacciare di togliere loro un diritto acquisito che è la concessione edilizia rilasciata dal Comune. Ma è bastato presentarsi l’altro ieri davanti al Tar delle Marche per contrastare la richiesta dei costruttori che chiedevano ai giudici di sospendere la bonifica "verde" dell’ex Amga per una ipotetica violazione dei diritti acquisiti, perché si aprisse tutt’altro scenario. I legali del Comune hanno rintuzzato l’accusa dicendo il contrario di quanto affermato dal sindaco fino a pochi mesi fa: "Non c’è nessuna intenzione di cambiare la destinazione d’uso per farci un parco". Le piante in altre parole sono uno strumento non un fine. Di fronte a queste affermazioni, i giudici hanno ritenuto che non ci fossero gli estremi per sospendere la bonifica visto che "al momento non c’è traccia di una variante urbanistica che renda non più edificabili le aree per cui è causa. Il suddetto rischio è meramente ipotetico e non attuale". Insomma, a parole l’amministrazione comunale ha annunciato ai cittadini il parco, davanti ai giudici ha confermato la torre a 9 piani. L’unica cosa certa è che non c’è posto per tutti e due.