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31 lug 2022
31 lug 2022

Il Rof e Valentino Rossi Qualcosa in comune c’è

31 lug 2022

Il Rof e Valentino Rossi hanno una cosa in comune, avendoli sempre intorno e sentendo parlare di loro con continuità rischiamo di non renderci conto che ormai sono grandi, hanno più di quarant’anni e che quelli che per noi sono ricordi vissuti oggi sono diventati storia scritta sui libri. Con un peso che nessuno potrà mai cancellare. "Il rullo della ‘Gazza ladra’ – scrive il critico Lorenzo Arruga – aprì la nuova storia di Rossini a Pesaro, proprio come aprì la Scala ricostruita dopo la guerra, all’imperioso cenno di Toscanini, nel 1946. Era il 28 di agosto, ebbe tre recite". Questa non è solo storia, ma grande storia patria. Che un grande uomo di teatro e di musica come Arruga, per quanto ci vedesse con simpatia, potesse farsi venire in mente un confronto del genere la dice lunga sulle radici del Rof. Il gran maestro Gianandrea Gavazzeni, alla cui bacchetta era affidata in quel 28 agosto una sedicente orchestra Rossini opera Festival, ma con gente che proveniva da ogni parte, "stava per gridare qualche accidente e si fermò, confessando a bassa voce ‘non ho più santi da tirare giù’, come per dire che aveva sagrato quanto poteva", con un coro arrivato addirittura dall’Inghilterra. Non era solamente l’avvio di una nuova manifestazione musicale, ma anche di un nuovo mondo rossiniano, di una riscoperta della musica di Rossini, qualcuno parlerà addirittura di Renaissance, le opere rilette, ristudiate, ricostruite, ricomposte sui loro spartiti originali, un Rossini filologico che si sparse per il mondo partendo dal sacro tempio del Rof e della Fondazione Rossini. "Si scoprì che la storia dell’uccello fastidioso che ruba le posate – dice ancora Arruga – non è l’imbarazzante intreccio storico del piccolo realismo letterario con la tradizione comica, ma è prima di tutto una corsa rivelatrice e vorticosa, esaltante e catturante, nella celebrazione della vita allo stato puro... in una civiltà che riassume, distingue e si libera in musica, con gioia". Dire oggi che il Rossini del Rof è lo stesso che si eseguiva prima del Rof sarebbe come dire che Valentino Rossi, in fondo è stato un pilota come gli altri, solo un po’ più bravo.

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