Il ’sit-in’ di Emilia Zuccherini, educatrice del Nido di Vismara
Il ’sit-in’ di Emilia Zuccherini, educatrice del Nido di Vismara
di Giorgia Monticelli Sono circa le 10.45 di ieri quando davanti all’asilo nido "Girotondo" di Vismara arriva una pattuglia della Polizia municipale. C’è un’educatrice – la quarantatreenne Emilia Zuccherini – sprovvista di Green pass e tampone valido, che vuole entrare. Gli agenti la bloccano all’ingresso del plesso scolastico. Lei però non se ne va: richiamata già quattro volte dal dirigente scolastico per assenza ingiustificata, proprio a seguito della mancata presentazione di Certificato verde, si oppone al provvedimento, decidendo di rimanere all’esterno dell’asilo in segno di protesta - ma sempre controllata da quattro pattuglie...

di Giorgia Monticelli

Sono circa le 10.45 di ieri quando davanti all’asilo nido "Girotondo" di Vismara arriva una pattuglia della Polizia municipale. C’è un’educatrice – la quarantatreenne Emilia Zuccherini – sprovvista di Green pass e tampone valido, che vuole entrare. Gli agenti la bloccano all’ingresso del plesso scolastico. Lei però non se ne va: richiamata già quattro volte dal dirigente scolastico per assenza ingiustificata, proprio a seguito della mancata presentazione di Certificato verde, si oppone al provvedimento, decidendo di rimanere all’esterno dell’asilo in segno di protesta - ma sempre controllata da quattro pattuglie della Municipale che si alternavano - e richiedendo di poter esercitare il suo "diritto al lavoro, adesso violato".

L’educatrice parla di un "abuso di potere" da parte del dirigente scolastico Valter Chiani, e racconta di non essere mai stata esclusa dal nido, prima di ieri, seppur sprovvista di Green pass: "Mi sono presentata più volte, per scelta personale, sprovvista di Green pass ma ho sempre esercitato il mio diritto al lavoro. Mi sono stati recapitati i richiami solo alla fine del mio turno, quando ormai ero stata più ore a contatto con i bambini. Allora mi chiedo, che senso ha questo provvedimento? Io non ero assente, anzi, stavo lavorando e lo dimostrano i miei cartellini timbrati. E’ assurdo che mi vietino l’entrata al nido, non è previsto dalla legge".

A sostenere le nette posizioni della Zuccherini è il suo legale Luca Ventaloro, avvocato e coordinatore nazionale Giuristi per la Sanità, che parla di "un chiaro esempio di cattiva interpretazione della legge da parte del dirigente scolastico". L’avvocato elenca i diritti, a suo dire, violati nei confronti dell’educatrice: "Il Decreto legge 111 non consente né attribuisce ad alcuno il potere o la facoltà di impedire, interdire, vietare al dipendente scolastico l’accesso ai locali scolastici. La norma prescrive solo di possedere ed esibire la Certificazione verde. Il dirigente non può in nessun modo sospendere il personale scolastico ed è una forzatura giuridica considerare la mancata esibizione del Green pass come assenza ingiustificata".

Inoltre, l’avvocato Ventaloro sottolinea che la sua assistita dispone di un’autocertificazione, che le permetterebbe "di accedere al plesso scolastico, dichiarando di essere fisicamente presente al lavoro, allo stesso modo delle colleghe munite di Green pass".

Ma il dirigente Valter Chiani rimane fermo nelle sue posizioni: "L’educatrice, in assenza di Certificazione verde, non può prestare lavoro, se ha avuto accesso alla struttura in precedenza è stato per problemi tecnici legati alla scannerizzazione del Green pass. Al quinto giorno di assenza ci sarà la sospensione senza stipendio. Più volte ho provato a parlarle invitandola a sottoporsi a vaccino, ma purtroppo non è cambiato nulla. Procederemo anche con un’ammenda disciplinare, in quanto il comportamento dell’educatrice non rispetta quello consono ai dipendenti pubblici".

Anche di fronte alle dichiarazioni del dirigente scolastico la Zuccherini sembra non scomporsi: "Continuerò la mia protesta in modo pacifico – dice –, senza uso della forza o della violenza verbale. Voglio solo poter tornare a lavorare".