In cella operaio per giro di droga Comprò 500 grammi di cocaina

Oltre a fanese, arrestate in tutta Europa altre 11 persone. La Guardia di Finanza: "Smerciati 700 kg di stupefacente".

C’è anche un operaio di Fano di 37 anni, originario di Torre Annunziata, tra i dodici arrestati per un’operazione internazionale antidroga. Movimentavano droga per 700 chilogrammi di cocaina pari ad un valoore di 35 milioni di euro. Sequestrati complessivamente beni per un milione di euro. I fatti risalgono al 2020. Il 37enne avrebbe acquistato dalla banda 500 grammi di cocaina oltre ad altri quantitativi ai fini di spaccio. Oggi verrà interrogato dal gip di Pesaro. Su di lui però non è stata ipotizzata l’associazione a delinquere. È il bilancio dell’operazione "Doppio gioco" con la quale la Guardia di Finanza di Ancona ha fatto luce su un traffico internazionale di hascisc e cocaina verso le Marche, proveniente principalmente da Belgio e Olanda. Le attività hanno visto in azione, nelle province di Ancona, Fermo, Macerata, Pesaro-Urbino e Frosinone, oltre che in Albania, Belgio e Spagna, 100 militari del comando provinciale delle Fiamme gialle di Ancona, con il supporto del servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico), di altri reparti territoriali del corpo e delle polizie albanesi, belghe e spagnole. È stata scoperta una ben strutturata compagine criminale con base operativa nelle Marche e ramificazione in altre zone d’Italia e d’Europa composta in prevalenza da italiani e albanesi che importava ingenti quantitativi di droga. Al vertice, soggetti di origine albanese, che tiravano le fila di un traffico transnazionale di droga: si servivano di corrieri con auto dotate di doppiofondo, per importare quintali di cocaina e hascisc per il mercato marchigiano e del Centro Italia. Lo spunto nel 2020 quando in un’altra indagine del Gico era emersa la figura di un ex collaboratore di giustizia di origini campane, capo di un nutrito gruppo di spacciatori italiani nelle Marche. C’era una sorta di società tra persone italiane e due albanesi, lavoratori edili a Montemarciano (Ancona), che mantenevano i contatti con i capi della banda, concordavano gli approvvigionamenti e consegnavano la droga ai pusher.

Le menti dell’associazione, secondo le indagini, erano a Porto Sant’Elpidio (Fermo): due fratelli albanesi gestivano il fiorente mercato illecito dietro la copertura di una rivendita di auto. Decine le perquisizioni eseguite, oltre al sequestro preventivo di auto delle società, beni mobili e immobili riconducibili agli indagati per un valore complessivo di oltre un milione di euro. Sequestrati oltre 50 chili di cocaina, cinque auto munite di doppio fondo. Ricostruiti traffici per circa 700 chili tra cocaina e hashish