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29 lug 2022
29 lug 2022

In Pronto soccorso lo specializzando e il decano

Uno ha 65 anni, l’altro 32. Sono i vincitori del concorso regionale. Intanto arrivano i "medici a gettone" ma si segnalano altre uscite

29 lug 2022
Il Pronto soccorso del presidio del San Salvatore (foto d’archivio)
Il Pronto soccorso del presidio del San Salvatore (foto d’archivio)
Il Pronto soccorso del presidio del San Salvatore (foto d’archivio)
Il Pronto soccorso del presidio del San Salvatore (foto d’archivio)
Il Pronto soccorso del presidio del San Salvatore (foto d’archivio)
Il Pronto soccorso del presidio del San Salvatore (foto d’archivio)

Bisognava trovarne 39 per tutte le Marche, di cui dieci solo per l’azienda ospedaliera di Pesaro. Si sono presentati in 13, otto sono entrati in graduatoria, e, infine, due hanno scelto l’azienda ospedaliera Marche Nord come prima preferenza. Sembra uno di quei giochi ad eliminazione, dove alla fine "ne resterà soltanto uno". Invece stiamo parlando del concorso pubblico regionale per reclutare medici di Pronto soccorso, i cui auspici erano all’origine ben diversi.

A vincere il concorso, per quanto riguarda l’azienda ospedaliera cittadina, sono stati un candidato 65enne, già attivo nell’ambito dell’emergenza-urgenza in provincia, e uno specializzando 32enne. Una distanza anagrafica che marca anche il vuoto con cui si trova a fare i conti il servizio sanitario nazionale, dove anni di mancata o errata programmazione, insieme a un trattamento economico considerato non all’altezza dell’impegno richiesto, hanno prodotto quelle carenze che, nei Pronto soccorso non solo della nostra provincia, sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Tanto che l’azienda ospedaliera ha anche un altro bando aperto, stavolta per sondare la possibilità di reclutare medici già in pensione. Mentre si è aperta la strada ai cosiddetti ’medici a gettone’, professionisti che lavorano privatamente e sono profumatamente remunerati: parliamo di 1500 euro lordi a turno, tariffa che era stata aumentata dopo l’esito infausto del primo bando (in cui comunque la cifra stabilita era di 1000 euro a turno). Ci sono un paio di medici che stanno prestando la loro opera in base a queste diverse regole d’ingaggio (uno di loro, per altro, era tra i dimissionari del pronto soccorso, ora dipendente della Medical Line Consulting, agenzia che offre prestazioni in tutta Italia). Un affiancamento, quello tra medici del servizio pubblico e delle agenzie private, talmente sbilanciato dal punto di vista remunerativo, che non può non demotivare i primi, come hanno sottolineato anche i rappresentanti sindacali dell’Anaao Assomed.

C’è forse anche questo dietro la decisione di un altro medico del Pronto soccorso di Pesaro che sarebbe in procinto di licenziarsi. Un altro prezioso tassello che se ne va, in un quadro dove è ormai sempre più difficile rintracciare un disegno, una strategia. Che non può essere il ricorso agli ordini di servizio per far coprire i turni scoperti ai professionisti degli altri reparti. Al momento però sembra questa l’unica soluzione trovata, anche perché l’arrivo dei due nuovi medici in reparto che hanno vinto il concorso, non è questione di giorni ma probabilmente di mesi. Nel frattempo ci sono ferie da smaltire, accessi in Pronto soccorso sempre più numerosi da governare ed evoluzioni pandemiche tutt’altro che rassicuranti.

Benedetta Iacomucci

© Riproduzione riservata

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