di Nicholas Masetti File, domande continue e telefonate a ogni ora per le prenotazioni. Le richieste per i tamponi nelle farmacie aumentano. E ora, con l’entrata in vigore da venerdì 15 ottobre del Green pass per accedere in quasi tutti i luoghi di lavoro, i numeri cresceranno ulteriormente. Così le farmacie si preparano per migliorare ancora di più il servizio: flessibilità degli orari, nuove stanze per i tamponi e personale dedicato solo a fare lo screening utile per la certificazione verde. "Negli ultimi 10 giorni nelle comunali sono stati fatti oltre 8000 tamponi", spiega Luca Pieri, vicepresidente nazionale di Assofarm. Ieri, insieme a Federfarma, hanno avuto l’incontro telematico con Confindustria, fatto proprio per...

di Nicholas Masetti

File, domande continue e telefonate a ogni ora per le prenotazioni. Le richieste per i tamponi nelle farmacie aumentano. E ora, con l’entrata in vigore da venerdì 15 ottobre del Green pass per accedere in quasi tutti i luoghi di lavoro, i numeri cresceranno ulteriormente. Così le farmacie si preparano per migliorare ancora di più il servizio: flessibilità degli orari, nuove stanze per i tamponi e personale dedicato solo a fare lo screening utile per la certificazione verde. "Negli ultimi 10 giorni nelle comunali sono stati fatti oltre 8000 tamponi", spiega Luca Pieri, vicepresidente nazionale di Assofarm. Ieri, insieme a Federfarma, hanno avuto l’incontro telematico con Confindustria, fatto proprio per evitare problemi per l’accesso ai luoghi di lavoro da venerdì. A fare il tampone sono soprattutto persone tra i 30 e i 50 anni, quelle fasce d’età che in percentuale sono meno vaccinate e quindi hanno bisogno del Green pass per andare a lavorare. Nelle Marche a non aver ricevuto neanche una dose sono 230mila persone, meno del 20% dei cittadini over 12. In provincia hanno aderito oltre l’81% dei residenti, mentre i non vaccinati sono poco più di 60mila. Nella comunale ‘Andrea Costa’ di via Giolitti così, in risposta alle tante richieste, da venerdì verrà aperto un nuovo studio, al civico 158, dall’altra parte della strada. Uno spazio dedicato solo ai tamponi per non intralciare il classico servizio delle farmacie. "Siamo già abbastanza a regime, un incremento rispetto alla capacità che abbiamo non dovrebbe essere di tanto dato che nel fine settimana l’aumento è già del 30%", prosegue Pieri, affiancato nell’operazione da Oscar Del Vecchio, responsabile tecnico servizio farmacie. Ma per evitare incongruenze e confusione una parte del personale, in ogni farmacia, si dedicherà ai tamponi. Le comunali che fanno i test antigenici a Pesaro e Gabicce sono otto su dieci, mentre le private che offrono queste servizio in provincia sono 67.

Il presidente di Pesaro e Urbino di Federfarma, Stefano Golinelli, spiega: "Abbiamo fatto una mappatura delle farmacie e faremo il possibile per agevolare i lavoratori. Qualcuna aprirà prima mentre altre andranno più lunghe con gli orari, secondo le esigenze delle diverse zone". Ma a chiedere il tampone sono anche tanti giovani della fascia d’età 12-19, "per fare le attività sportive", spiega Pieri, o "persone che, magari già vaccinate, hanno timore di un raffreddore o mal di gola". Ogni screening richiede circa 15 minuti. Accettazione, test, risultato, inserimento dei dati nel portale regionale per il tracciamento e stampa del Green pass valido per 48 ore. Sono queste le operazioni che deve svolgere un farmacista, "personale che è anche difficile da trovare", conclude Pieri.

Per questo è fondamentale la prenotazione dell’appuntamento. "Ma è anche importantissimo che le persone si presentino con la tessera sanitaria", prosegue Golinelli da dentro la farmacia Antonioli di via Branca. Anche da lui "le richieste di tamponi aumentano nel weekend. Ma con l’organizzazione che abbiamo dovremmo essere in grado di rispondere agli aumenti".

I prezzi rimangono sempre gli stessi, ovvero quelli calmierati dopo l’accordo tra governo, Assofarm e Federfarma: 15 euro per tutti, otto euro solo per i minori. Se il tampone rapido vale 48 ore, si sale a 72 con il molecolare, mentre la certificazione verde vale 6 mesi per chi è guarito dal Covid e 12 mesi per chi è si è vaccinato con doppia dose. Le sanzioni per chi accederà nel luogo di lavoro senza Green pass vanno dai 600 ai 1500 euro, mentre per il datore di lavoro che non controlla si va da 400 a 1000. Si tamponi, o vaccini, chi può.