Il comandante, Antonio Colantuono
Il comandante, Antonio Colantuono

Pesaro, 19 gennaio 2020 - Pezzi del parabrezza e dello specchietto retrovisore dello scooter. Sono le tessere del puzzle che alla fine gli agenti della polizia stradale di Urbino, con i colleghi della sezione di polizia giudiziaria di Pesaro, riescono a completare. E alla fine, su quel puzzle, come per magia compare il nome del presunto pirata che la notte del 21 dicembre scorso, alle tra le 2 e le 3, travolse con il suo scooter una coppia di ragazzi, ferendoli seriament e all’ incrocio tra via degli Eroi e via Donzelli , a Soria: quei due ragazzi erano Gianluca Trojani, 27 anni, pesarese, postino con contratto trimestrale, e la fidanzata Beatriz.

LEGGI ANCHE Incidente Pesaro, coppia investita a Soria. Trovato il 'pirata' della strada

Gianluca si spaccò la mandibola, perché quando tentò di trattenere il pirata che lo aveva già investito, questi invece di fermarsi lo fece volare via disarcionandolo dal mezzo, per poi fuggire. Gianluca ricadde sbattendo il volto negli scalini della vicina chiesa: poteva morire, si spaccò "solo" la mandibola. La fidanzata si ferì perché dopo esser caduta per l’investimento, con lo scooter, ancora non si sa se volontariamente o meno, nella fuga il pugliese le travolse la spalla. Tutti e due i ragazzi finirono all’ospedale, l’investitore si dileguò.

C’era una telecamera nelle vicinanze dell’investimento, ma non funzionava. I testimoni (amici della coppia) non era riusciti a vedere in faccia il pirata o a prendere la targa. Da qui i 27 giorni di indagini certosine degli agenti, al comando del dirigente, Antonio Colantuono. Si parte da quei frammenti. Via via escludendo e confrontando le tracce. Il 22enne nel frattempo ha tenuto nascosto il suo scooter. Ma non lo ha smontato o fatto sparire. I poliziotti nei primi giorni hanno una descrizione sommaria del soggetto: maschio, tra i 20 e i 30 anni, in sella a un ciclomotore scuro.

Parlano con qualche testimone che quella sera ha frequentato il circolo prima dell’investimento, riescono la restringere la rosa di nomi a soli 7 o 8. Poi incrociano i dati. Tra i nomi c’è il pugliese, già noto alla polizia. Vanno a casa sua lo scorso venerdì. Il vecchio Majestic Yamaha è nascosto in fondo al garage. E quando vedono che i pezzi del parabrezza e dello specchietto corrispondono a quelli che mancano, capiscono di essere arrivati nel posto giusto. Il mezzo viene sequestrato e il ragazzo denunciato per lesioni personali stradali e fuga. Rischia un minimo di tre anni di carcere.