Pesaro, 9 settembre 2018 - Velocità eccessiva o mancata prudenza in un incidente su quattro, mentre in 2 casi su 100 è stato l’alcool a provocare danni e feriti. E’ quello che emerge dal bilancio dei primi sei mesi di quest’anno per quanto riguarda l’attività della polizia municipale dell’Unione (Pesaro e comuni vicini), che ha rilevato complessivamente 405 incidenti, tre su quattro con feriti.

Due gli incidenti mortali che si sono avuti, un pedone di 90 anni travolto in via Venturati a Pesaro nel febbraio scorso e un ventenne morto in via Belvedere a Vallefoglia, mentre di notte faceva ritorno a casa. In quel caso, un colpo di sonno si è rivelato determinante per l’uscita di strada mortale. Rispetto allo stesso periodo del 2017, il numero degli incidenti è di minuito passando da 428 a 405, mentre i feriti sono stati quasi 50 in più. Gli accertamenti della polizia municipale hanno permesso di appurare, rispetto al passato, che non ci sono stati incidenti dovuti al consumo di sostanze stupefacenti mentre le omissioni di soccorso con fuga del conducente della macchina investitrice sono state 6, ma solo un automobilista è stato rintracciato e denunciato. Sono 17 i pirati della strada rintracciati.

Spiega Nerina Paci, responsabile dell’ufficio incidenti della polizia dell’Unione: «Abbiamo registrato un maggior numero di feriti e di gravità delle lesioni. Forse è un dato casuale o forse no. Mi sento di dire che stiamo accertando una generalizzata distrazione dalle regole imposte dal codice della strada da parte di ciclisti e pedoni, i quali attraversano dove capita, vanno contromano, occupano a piedi parte della corsia di marcia, con i ciclisti poi che vanno sui marciapiedi come se fosse una pista ciclabile. Notiamo che c’è uno scivolamento dell’attenzione da parte di questi utenti della strada, tenuto conto che tra i ciclisti molti non hanno la patente, non conoscono le regole, bevono pensando che l’essere in bicicletta li protegga da qualunque accertamento o li renda immuni dalle regole. Passa questo messaggio, e vediamo che ad esempio i migranti che vanno in bicicletta non hanno generalmente delle accortezze di guida non essendo patentati né sono a conoscenza delle regole della strada».

Aggiunge il capitano Paci: «Gli incidenti sono molto spesso dovuti dalla distrazione del conducente. Riteniamo che il colpevole sia in particolare il cellulare, la cui pericolosa consultazione durante la guida fa perdere secondi preziosi per governare l’auto rallentando le reazioni ad improvvisi stop. E questa purtroppo è una ricorrente causa negli incidenti. Quindi, se devo dare in sintesi una spiegazione a questo picco di incidenti con feriti, sempre più gravi, penso che sia dovuto a due fattori: guida sempre più imprudente da parte degli automobilisti e comportamenti sempre più disinvolti da parte di ciclisti e pedoni».