Vaccino Covid
Vaccino Covid

Pesaro, 14 settembre 2021 - Ieri mattina ha dato alla luce una bambina di due chili e 780 grammi, ma appena un secondo dopo è stata portata in Rianimazione, dov’è ricoverata in prognosi riservata. Si tratta di una giovane mamma affetta da Covid, sottoposta a un cesareo d’urgenza nel reparto di Ostetricia pesarese che è il punto di riferimento regionale per le gestanti positive al virus. Anche lei, come la giovane mamma di Napoli deceduta sabato scorso dieci giorni dopo il parto, non era vaccinata.

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"Abbiamo deciso di intervenire con un cesareo d’urgenza su una paziente di Marotta di una trentina d’anni, ricoverata due giorni fa per difficoltà respiratorie perché affetta da Covid – spiega Claudio Cicoli, direttore di ostetricia e ginecologia di Marche Nord –. Era stata tenuta sotto controllo fino a stamattina (cioè ieri, ndr) per una brutta polmonite interstiziale, dopo una gravidanza che non le aveva dato problemi. Poi la situazione è peggiorata".

La donna era infatti arrivata ad aver bisogno di 6 litri di flusso di ossigeno per tenere la saturazione sul livello di 97/98, che è considerata la garanzia per avere una buona ossigenazione, per la mamma e anche per la bimba. "A quel punto – prosegue Cicoli –, dato che la mamma era arrivata alla 37esima settimana, si è deciso di far nascere la bimba con un cesareo d’urgenza, anche per liberare la gestante dal peso che opprimeva il diaframma". La bambina sta bene, ma la mamma è al momento in Rianimazione: "Non è intubata – sottolinea il primario – ma per avere buona saturazione necessita di flussi di ossigeno molto alti. E’ in prognosi risevata perché dobbiamo vedere come il suo sistema respiratorio risponderà nelle 24/48 ore. Contiamo sulla giovane età della donna, anche se il puerpuerio rappresenta un fatto delicato dal punto di vista metabolico".

Non è sola, la giovane mamma di Marotta, a Marche Nord. Non soltanto perché è assistita da un’équipe di medici e sanitari, ma perché nello stesso ospedale sono ricoverati anche il padre e la madre, l’uno in Subintensiva e l’altra a Malattie infettive. Tutti positivi al Covid, tutti non vaccinati. Compreso il papà della piccola, positivo e non vaccinato ma a casa. "Io credo – l’amara considerazione di Cicoli – che con tutte le opportunità di vaccinarsi che il sistema pubblico ha offerto inquesti mesi, trovarsi ancora di fronte a queste situazioni sia un po’ come ’tirarsela addosso’. Una storia che si poteva evitare conuna semplice vaccinazione. Ma purtroppo ancora tanti stentano, probabilmente perché condizionati da false notizie che arrivano dal web".

E ad aspettare sono molto spesso proprio le donne incinte, che invece dovrebbero essere, secondo le evidenze scientifiche, le prime a vaccinarsi: "Dall’inizio dell’emergenza, nel 2020 – spiega Cicoli – il nostro reparto ha ricoverato 63 donne che hanno partorito. In più sono state 350/400 le prestazioni di assistenza a donne in gravidanza, che si sono ammalate nel primo trimestre ma sono arrivate a termine quando si erano già negativizzate".





L’andamento dei ricoveri è stato molto diverso da un anno all’altro: "L’anno scorso la struttura era aperta da luglio ma noi d’estate abbiamo avuto solo un ricovero. Quest’anno hanno già partorito 44 donne e non c’è stato nessun picco né calo: da gennaio ad oggi i ricoveri sono stati costanti nei mesi. Questo vuol dire una cosa molto semplice: che le donne in gravidanza sono particolarmente a rischio per il virus, ed è ormai un dato acquisito dalla comunità scientifica. L’Aogoi, l’Associazione dei Ginecologi Italiani che detta le linee guida, consiglia fortemente la vaccinazione durante la gravidanza. Il virus, se preso durante la gestazione, può essere molto pericoloso. Il caso della 28enne di Napoli ci dice questo. Invece, finora, ho avuto solo donne non vaccinate in reparto. E la colpa credo sia esclusivamente delle false notizie che girano sul web".