Pietro Rossi, sindaco di Montecopiolo, e la ricostruzione del castello dei Montefeltro
Pietro Rossi, sindaco di Montecopiolo, e la ricostruzione del castello dei Montefeltro

Caro Carlino,

preferisco scrivere per non dare adito a fraintendimenti. In questi giorni ho letto articoli e titoli allarmanti sulla situazione che sta vivendo Montecopiolo. Ritengo che le parole vadano restituite alla realtà, ai fatti. I lettori certo sapranno che sono 5 i casi trovati positivi al tampone (forse qualcuno in più, qualcuno sarà asintomatico... comunque al momento tutti dentro gli stessi nuclei familiari), ma vorrei che si facessero anche un’idea più precisa di cosa sta realmente accadendo. Stiamo svolgendo test alle persone che sono state richiamate dalle strutture sanitarie o che si presentano volontariamente. L’elevato numero di persone in quarantena, che saranno a breve controllate con tampone, è indice di una comunicazione responsabile e di profondo senso civico dei cittadini di Montecopiolo oltreché di efficienza delle autorità sanitarie che ringraziamo. Stiamo gestendo la situazione con scrupolo ma serenamente e non ci sono motivi che ci inducano a parlare di “assedio”.

E’ semplicemente che occorre prestare attenzione e non farsi prendere da inutili e, anzi, dannose paure. Tra l’altro, le persone risultate positive che adesso sono in isolamento, si presentano in buone condizioni fisiche. Quando il 27 aprile il Governo ha annunciato la fase 2 è stato indispensabile ridare fiducia agli italiani. Il Covid, come ora, non era stato completamente debellato, ma era necessario trovare la forza e l’energia per risollevarsi. Oggi che la situazione è completamente diversa, perché conosciamo meglio il nostro nemico, a maggior ragione non dobbiamo far altro che evitare di alimentare paure ingiustificate. Un titolo di giornale richiede, per essere scritto, pochi minuti di tempo. Un falso allarme mesi e mesi di lavoro. Capisco anche le reazioni di chi pensava di essere completamente rientrato alla normalità e ora si sente di dover rimettere indietro le lancette a momenti meno felici. Lo capisco ma da amministratore non posso condividerlo.

Scrivo soprattutto per infondere fiducia nei commercianti, negli albergatori, nei ristoratori di tutto il territorio e non solo del mio Comune, che hanno bruciato settimane di incassi e in tutti i miei concittadini ed inviare un messaggio fuori, a tutti: non sottovalutiamo nulla, prendiamo tutte le precauzioni del caso (ho già firmato un’ordinanza), ma non facciamo di una goccia d’acqua una tempesta. Diamo alle cose la giusta misura. Come ho scritto sulla mia bacheca Facebook, noi montanari siamo “vaccinati” a cose ben più toste. Faccio orgogliosamente parte di quella comunità, come ho avuto il piacere di leggere ieri su queste colonne e vedere in un video sulla storia di Montecopiolo, che ama e si prende cura di questo territorio fin dalla preistoria.

Lancio una proposta di collaborazione da questo giornale, per quando avremo superato anche questo incidente di percorso. Ideiamo attività di sostegno ai Comuni come Montecopiolo che hanno un’alta qualità della vita ma sono distanti dai grandi centri di offerta dei servizi. Magari intitolando una giornata intera di iniziative a tutte le aree interne regionali e limitrofe! Lottiamo per l’entroterra, per l’ingiustizia della sua tassazione, per avere un ospedale interno e funzionante, per avere i servizi e per migliorare la viabilità. Allora potremo essere noi i primi ad affermare la volontà di ripopolare questo fantastico entroterra.

Pietro Rossi

Sindaco di Montecopiolo

29 luglio 2020