C’è un ristorante che lavora ed è aperto anche in queste giornate di colore arancione. Si tratta del ‘Barone Rosso’, il locale interno all’aeroporto di Fano nella palazzina che ospita anche le altre attività legate al funzionamento dello scalo. Perché è aperto? Semplice. E’ una di quelle strutture che va in deroga alle disposizioni ministeriali, così come gli autogrill in autostrada. Il ristorante ‘Barone Rosso’ di Fano gode degli stessi privilegi dei colleghi che gestiscono il ristorante dello...

C’è un ristorante che lavora ed è aperto anche in queste giornate di colore arancione. Si tratta del ‘Barone Rosso’, il locale interno all’aeroporto di Fano nella palazzina che ospita anche le altre attività legate al funzionamento dello scalo. Perché è aperto? Semplice. E’ una di quelle strutture che va in deroga alle disposizioni ministeriali, così come gli autogrill in autostrada.

Il ristorante ‘Barone Rosso’ di Fano gode degli stessi privilegi dei colleghi che gestiscono il ristorante dello scalo aeroportuale di Falconara. "Beh, è un po’ diverso – dice il titolare della struttura Roberto Stefanini – perché loro hanno orari più lunghi rispetto a noi e quindi stanno aperti anche la sera. Mentre noi dobbiamo chiudere alle 17 e cioè con la cessazione dei voli. Nella sostanza possiamo stare aperti perché dobbiamo dare un servizio alle persone che arrivano. I voli degli elicotteri in notturna dell’esercito? No, quelli escono fuori da questi parametri, perché viaggiano per conto loro. Non hanno i tempi dell’aeroporto".

Unico ristorante aperto: un assalto?

"No, continuiamo a fare il nostro lavoro come sempre rispettando tutte le regole e tutti i protocolli, facciamo gli stessi piatti che facevamo questa estate ed anche gli stessi prezzi".

Quanti coperti?

"In tempi normali e cioè pre-Covid avevamo una cinquantina di posti. In questo momento invece siamo poco sopra i venti coperti proprio perché non ho voglia di discorrere con nessuno e voglio stare dalla parte del formaggio come si dice".

Ha avuto problemi con altri colleghi che sono chiusi?

"Assolutamente no, mai sentito le lamentale di qualcuno e nemmeno mai mi sono arrivate. Ma siccome non voglio andare a caccia di guai ho preso anche un’altra decisione per evitare qualsiasi tipo di assembramento".

E sarebbe?

"Ho deciso di chiudere il bar, mentre potrei tenerlo aperto. Questo proprio per evitare il rito degli aperitivi come è successo da altre parti. Unico ristorante aperto? Questo non lo so, ma mi dicono che in città lavorano altri. Ma non mi chieda quali sono perché non mi interessano i fatti degli altri".

Si sta spargendo voce che lei ha l’unico ristorante attivo... sarà un pienone tutti i giorni?

"No, guardi i posti sono quelli che sono , rispetto tutte le regole del distaziamento come le ho detto ed ho bisogno di tutto tranne che di pubblicità. Anzi faccia il favore non scriva nulla...".

Un tam tam quello del ‘Barone Rosso’ aperto per il pranzo che sta facendo un po’ il giro di mezza provincia: l’oasi nel deserto e senza infrangere nessuna legge.