Tutto, vero. E’ verificabile. La nuova scuola, la Brancati dell’Istituto comprensivo Olivieri, è la migliore d’Europa, in termini di sostenibilità ambientale. Perché? Sono poche a contare, nel campo della sostenibilità ambientale, un medagliere di pari livello. "La scuola ha vinto il premio Leadership del U.S. Green Building risultando la prima d’Europa e la terza al mondo per sue caratteristiche di tutela dell’ambiente tra oltre 1700 edifici che hanno ottenuto la severissima certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design)", ha confermato Kay Killmann, managing director di Green...

Tutto, vero. E’ verificabile. La nuova scuola, la Brancati dell’Istituto comprensivo Olivieri, è la migliore d’Europa, in termini di sostenibilità ambientale. Perché? Sono poche a contare, nel campo della sostenibilità ambientale, un medagliere di pari livello. "La scuola ha vinto il premio Leadership del U.S. Green Building risultando la prima d’Europa e la terza al mondo per sue caratteristiche di tutela dell’ambiente tra oltre 1700 edifici che hanno ottenuto la severissima certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design)", ha confermato Kay Killmann, managing director di Green Building Council (GBCI) Europa, arrivato ieri a Pesaro. Il green manager ha consegnato personalmente la targa Platinum al vicesindaco Daniele Vimini e all’assessore Giuliana Ceccarelli. E’ la stessa targa che da ieri campeggia all’ingresso della scuola, come simbolo di buone prassi e responsabilità civica. "Ciò che è fondamentale è che l’edificio – ha osservato Killmann – è stato realizzato mediante un processo di Green Public Procurement che ha trasformato un progetto a base di gara di tipo tradizionale in un progetto dove i requisiti di qualità e di tutela dell’ambiente sono stati resi obbligatori trasformandoli in obbligazioni contrattuali che l’impresa doveva rispettare". Rendere quindi la sostenibilità ambientale un requisito per vincere la gara è il cambio di paradigma culturale che può, a cascata, produrre effetti di enorme impatto. "Questo modello di sviluppo di un’opera pubblica – hanno osservato Vimini e Ceccarelli – può essere replicato in qualsiasi appalto per ottenere edifici a basso impatto ambientale e con garanzia comfort per gli utenti". D’accordo Nicola Baiocchi, consigliere regionale (Fdi), presente alla consegna del “Platinum“, in rappresentanza del governatore Acquaroli e dell’assessore Latini. Non per niente la Brancati ha vinto il "Leadership Award 2021, "oscar per l’architettura green" assegnato dall’ente internazionale GBCI. E poi ha vinto il premio Green Solution. Soprattutto è tra i candidati finalisti alla Conferenza delle Nazioni Unite COP26 di Glasgow: è l’unico edificio italiano selezionato tra quasi 200 candidati internazionali. Ma cosa rende così esemplare la Brancati? "Brilla per performance energetica col suo consumo di 25 Kilowattanno per metro quadrato, contro i 500 kilowattanno per metro quadrato di un edificio in classe C – spiega l’architetto Margherita Finamore, responsabile in Comune del pluripremiato progetto, elogiata per il lavoro svolto – Ha consumi ridotti del 59% e un 34,8% in meno di costi di esercizio". Avrà avuto un prezzo più alto... "No – continua Finamore –. Parliamo di 1300euro al metro quadro non lontani dal costo di un edificio tradizionale". I bambini l’hanno soprannominata la scuola “salvapianeta“: perché? "E’ una scuola a bassissimo impatto ambientale produce solo 7Kg di Co2 all’anno". Con soluzioni ideali – dal tetto piantumato, antidispersione termica; alla salvaguardia dell’acqua e dell’aria – la Brancati fa scuola.

Solidea Vitali Rosati