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12 giu 2022

La ferrovia marchigiana? Meglio due

12 giu 2022
riccardo
Cronaca

Riccardo

Paolo

Uguccioni

La dorsale ferroviaria marchigiana presenta problemi non risolvibili con l’arretramento della linea nel solo territorio pesarese, che costerebbe 1,2 miliardi (più maggiorazioni in corso d’opera) lasciando immutata l’intera linea regionale. È quanto è emerso nella recente assemblea dell’associazione Ferrovia Valmetauro, che da anni si batte per il ripristino della Fano-Urbino. L’eventuale arretramento, è stato detto, non aumenterebbe la funzionalità né le capacità di trasporto perché la linea resta a due binari, è satura e ormai priva di altri "slot" (così in ferrovia si definiscono i canali orario). Si ipotizza che aumenterà (di molto) il traffico merci, ma la linea potrà sopportarne solo un lieve incremento. L’attuale linea è stata migliorata e consente tratti di velocità a 200 kmh, né va dimenticato che oggi la ferrovia è priva di passaggi a livello, un tempo frequente (e pericoloso) ostacolo al traffico veicolare. Inoltre, lo spostamento a monte del tratto pesarese farebbe diminuire i viaggiatori (locali e turisti). Lo si è già sperimentato altrove, celebre è il caso della Liguria dove alcune cittadine sono ora prive del treno (per es. Ospedaletti Ligure, fra Bordighera e San Remo), e altre, dopo che la stazione è stata allontanata dal centro, vedono i passeggeri impegnati in laboriosi spostamenti (è il caso di San Remo, dove la percorrenza tra l’ingresso della stazione e i binari è valutata in almeno dieci minuti, nonostante l’aiuto di "tapis roulants" come nei grandi aeroporti). Insomma, l’arretramento nel solo Pesarese poco giova al resto della regione. È invece opinione diffusa che andrebbe pensata una linea a monte lungo tutte le Marche, sostanzialmente dedicata ai treni merci (di cui è previsto un forte incremento). Ma l’attuale ferrovia sta bene dov’è, fornisce un alle città che collega un comodo servizio metropolitano (che è cosa diversa da una "metropolitana di superficie"), e può essere ancora migliorata. Nel 2013 è stata elettrificata la linea Ascoli-Porto d’Ascoli, oggi si lavora alla tratta Albacina-Macerata-Porto Civitanova, aprendo nuove fermate dove necessario. Questa sembra la via da percorrere.

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