La lezione di Benjamin raccontata da Cangiotti

Il professore urbinate illustrerà vita e opere del grande studioso tedesco. Morì suicida mentre attendeva un visto per emigrare; temeva la cattura.

La lezione di Benjamin raccontata da Cangiotti

La lezione di Benjamin raccontata da Cangiotti

Il destino di Walter Benjamin, geniale interprete del suo tempo, si concluse a Portbou, alla frontiera spagnola con la Francia, il 26 settembre 1940. Nella tarda primavera del 1940 la Francia era stata invasa e Walter Benjamin – che vi si era rifugiato per sottrarsi ai nazisti – cercò di fuggire negli Stati Uniti; ma fu fermato alla frontiera spagnola in attesa del visto d’emigrazione. Qui, temendo di essere consegnato alla Gestapo, si suicidò: il visto, ormai inutile, sarebbe arrivato il giorno dopo.

Di questo straordinario personaggio parla domani alle 17,30 nell’auditorium di palazzo Montani il prof Marco Cangiotti nell’ambito della serie “Tre vite, tre storie“ proposta dalla Società pesarese di studi storici.

I docenti partecipanti potranno chiedere un attestato di presenza. Walter Benjamin è un filosofo, critico e sociologo tedesco, ha studiato a Berlino, Friburgo e Monaco, e si è laureato a Berna nel 1919. Si accosta al marxismo di Lukács e stringe amicizia con Horkheimer e Adorno, con i quali collabora a Francoforte sul Meno e, dopo l’avvento del nazismo, a Parigi. Punto di incontro di significative e anche contrastanti esperienze culturali, la sua riflessione si sviluppa attorno al problema del linguaggio, aspetto decisivo tanto dell’esperienza filosofica quanto di quella artistica e letteraria.

Perviene così a una teoria centrata sul concetto di un’unica, "divina" lingua originaria, scaduta nel corso dei secoli a convenzionale strumento di comunicazione. In questa prospettiva si pongono suoi studi sulle avanguardie e i fenomeni artistici nella moderna società di massa, che perdono il quid sacrale, magico e misterioso (l’aura) da cui l’arte, ormai ridotta a mero oggetto di consumo, era originariamente circondata.

In polemica poi con le correnti storicistiche contemporanee e facendo un uso molto personale delle categorie marxiste, Benjamin elabora anche una sua filosofia della Storia, che pone la redenzione dell’Uomo nella rottura rivoluzionaria con il presente e nel recupero di una tradizione teologica, messianica e sacrale.

Marco Cangiotti è ordinario di Filosofia politica all’Università di Urbino; dal 2014 è direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose “Italo Mancini“. Dirige inoltre “Hermeneutica“, l’annuario di Filosofia e Teologia pubblicato da Morcelliana. Ha pubblicato monografie, saggi e articoli in volumi e riviste scientifiche; tra i più recenti ricordiamo “Antropologia politica. Umano, biopolitica, giustizia“ (2019) e “Sull’universalità della democrazia“ (2021).