SILVANO CLAPPIS
Cronaca

"La sfida del Codma per il 2024. Superare i 200mila quintali"

Il bilancio del comprensorio agricolo fanese, tra incognite meteo e rincari. Il direttore Tugnoli: "Dopo Coop e Conad, più accordi con i grandi gruppi".

"La sfida del Codma per il 2024. Superare i 200mila quintali"

"La sfida del Codma per il 2024. Superare i 200mila quintali"

Il cavolfiore, storicamente simbolo dell’agricoltura fanese, nonché prodotto di stagione, recita ancora la sua parte anche se non è più il "re" della produzione che caratterizza il Codma O.P., il consorzio ortofrutticolo del medio Adriatico, che ha la sua base operativa a Rosciano di Fano. "Diciamo che il cavolfiore non è messo bene – dice il direttore Gianni Tugnoli, subentrato ad Alipio Bacchiocchi che per quarant’anni ha diretto il Codma, - perché come tutte le coltivazioni risente dell’andamento climatico che fa sballare tutti i programmi. Riusciamo a sopperire a questa discontinuità registrata anche nel fanese grazie all’integrazione con i produttori dell’Umbria e delle basse Marche. Fortunatamente abbiamo soci in zone produttive diverse che ci permettono di diversificare".

Sono oltre un centinaio i soci del Codma, agricoltori non solo marchigiani ma anche di Umbria, Puglia e Calabria, che confluiscono i loro prodotti al centro di Rosciano che li lavora soprattutto per la grande distribuzione, Conad e Coop in testa. "È vero, commercializziamo con questi grandi gruppi e anzi stiamo cercando di ampliare la nostra clientela in questa fascia". Una volta Fano esportava cavolfiori e broccoli. "Ora non più – precisa il direttore Gianni Tugnoli – perché quelli che erano i mercati di destinazione Olanda, Germania, Scandinavia, hanno implementato la loro autosufficienza agricola e ricorrono a noi solo in presenza di crisi, ma noi non possiamo stravolgere la nostra programmazione solo per soddisfare qualche richiesta eccezionale".

Oggi al Codma sono impiegati 15 addetti fissi e circa 50 lavoratori stagionali che fanno del consorzio una realtà produttiva di rilievo nel settore agricolo a livello nazionale. In questa stagione oltre a cavolfiore e broccolo si lavorano radicchio rosso proveniente soprattutto dal maceratese, zucche, cardi, cappuccio, verza che arrivano dalle nostre campagne. Il fattore clima sta diventando una grande incognita che mette a repentaglio qualsiasi tipo di pianificazione.

I fenomeni meteo drammatici che si sono verificati in questi ultimi anni hanno chiaramente influito sui costi e conseguentemente sui prezzi con cui ogni giorno i consumatori si trovano a dover fare i conti. "I costi di produzione sono aumentati perché veniamo da un lungo periodo in cui non è piovuto – conferma il direttore del Codma O.P. Gianni Tugnoli – e gli agricoltori sono stati costretti a continue irrigazioni con il gasolio alle stelle. Noi cerchiamo di far ottenere ai produttori il giusto riconoscimento per i loro sforzi, come pure la grande distribuzione fa le sue operazioni sui prezzi. Oramai si sta ragionando con logiche di filiera, per cui si è corresponsabili nella determinazione dei prezzi da riconoscere".

Il comprensorio agricolo fanese, oltre al cavolfiore, si sta specializzando nei prodotti estivi. "Melone e cocomero medio tardivo, nelle sue varietà lungo, nero e baby, sono le nostre peculiarità. Nel 2024 puntiamo ad aumentare i 200mila quintali di ortofrutta commercializzati".