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9 apr 2022

La Turba di Cantiano si conferma come solenne processione

La Turba, pur nella fase di incertezza nell’organizzazione di eventi dalla forte impronta aggregativa, dopo due anni di fermo per la pandemia tornerà il venerdì santo (15 aprile) per le vie del paese recuperando la sua impostazione originaria, quella processionale, così come documentata fin dal 1600. "Per fare questo non abbiamo dovuto lavorare di fantasia, ma solo attingere dalla nostra storia – argomenta il presidente dell’associazione culturale Turba Maurizio Tanfulli –. Quando nel 1694 il camerlengo della confraternita del Buon Gesù, Nicolò Viti, trascrisse da un libro stracciato l’elenco dei personaggi che componevano la processione del Venerdì Santo, non immaginava che avrebbe consegnato ai posteri un documento dal valore inestimabile". Spiega Tanfulli: "L’evento si articolerà in questo modo: i personaggi storici della Turba, introdotti dal Precursore San Giovanni Battista, saranno preceduti da quelli dell’Antico Testamento, da Adamo a Noè, da Mosè a re Davide, a costituire una sequenza filologicamente corretta com’era stata originariamente pensata. Gli incappucciati della confraternita parteciperanno con i loro simboli. I personaggi, circa 200, percorreranno il centro medievale del paese, illuminato di torce e al suono di antiche laudi. In piazza Luceoli, verrà messa in scena la condanna del Cristo cui seguirà la celebre fiaccolata, sulle pendici del colle di sant’Ubaldo. In vetta ai ruderi del castello che fu dei Gabrielli, verranno come al solito innalzate le Tre Croci, simbolo della Passione e della nostra Redenzione. Al termine tutti i personaggi scenderanno dal colle trasportando il simulacro del Cristo Morto fino alla chiesa Collegiata dove, dopo un breve momento di riflessione, l’evento troverà il suo epilogo".

Si inizia alle ore 20,45.

Amedeo Pisciolini

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