L’assalto dei trattori: "Vogliono stancarci"

Ieri erano ottanta quelli schierati vicino alla rotatoria dell’autostrada. Stamattina quasi duecento mezzi da tutta la provincia

L’assalto dei trattori: "Vogliono stancarci". E oggi è atteso il clou

L’assalto dei trattori: "Vogliono stancarci". E oggi è atteso il clou

Fano, 16 febbraio 2024 – Nel primo pomeriggio di ieri erano già una ottantina i trattori schierati nel campo accanto alla rotatoria d’ingresso dell’autostrada, occupata pacificamente dagli striscioni di protesta degli agricoltori. Ma è per stamattina che sono attesi i più, quasi 200 mezzi da tutta la provincia di Pesaro e Urbino e circondario, ciascuno con un tricolore issato sul tetto e un cartello di protesta attaccato al rostro. Da quel "parcheggio" in cui hanno sostato uno accanto all’altro dalle prime ore del mattino di ieri e per tutta la notte, con la rabbia di chi si sente abbandonato dalle istituzioni ma anche con l’amore che hanno per le loro imprese agricole, gli agricoltori oggi si sono mossi in corteo per le strade di Fano, creando inevitabili disagi alla viabilità cittadina.

Dalle 9 alle 12 un lungo biscione di trattori si è snodato infatti dall’area di sosta alle spalle del casello autostradale, lungo la strada, procedendo poi sul cavalcavia che sormonta l’Autostrada fino all’incrocio con via Campanella. Da lì i manifestanti proseguiranno lasciandosi alla loro destra il Codma, fino alla rotatoria di Centinarola lungo la Flaminia. Qui svolteranno nuovamente a destra, superando l’altro cavalcavia sull’autostrada fino ad imboccare via Roma, fino ad arrivare ad incrociare l’interquartieri. Qui, alla rotatoria della Coop, il corteo svolterà in via Giovanni Paolo II verso Sant’Orso, da cui entreranno percorrendo via Soncino, andando avanti fino al bar Polvere di Caffè e oltre, per ritornare al punto di partenza. Domani mattina, invece, un corteo più piccolino raggiungerà il Pincio, seguendo pressappoco lo stesso percorso (ma allungando il percorso lungo via Roma, dall’interquartieri fino a Porta Maggiore) per presidiare anche il centro storico per far sentire la voce della protesta a più persone possibili.

"Sono venuti tanti cittadini a sostenerci - dice Davide Bruscia, uno dei promotori della protesta pacifica - e quelli che passano qui nella rotatoria d’ingresso dell’autostrada, suonano e ci fanno i complimenti per quello che stiamo facendo. Hanno capito che siamo tutti dalla stessa parte. E’ la prima volta che anche i cittadini ci sostengono". La loro battaglia infatti è per "un prezzo giusto ed equo dei prodotti, per noi e per il consumatore finale". "E’ una lotta per la nostra sopravvivenza - specifica -. Tante volte si parla in tv dell’Irpef agricolo, ma quello non è il problema vero. Il punto è che ci pagano il grano tenero panificabile 0,23 euro al chilo quando il pane costa dai 4 ai 6 euro al chilo; ci pagano il cavolfiore 30 centesimi il pezzo poi lo vendono a 2 euro il chilo quindi finanche 4 euro l’uno. Capite che c’è una speculazione pazzesca ai danni di tutti". Ma è soprattutto una questione di salute pubblica. "La svolta green andrebbe anche bene se non fosse una presa in giro - aggiunge il collega Federico Tiberi -. Perché vale solo per i produttori dell’unione europea. Unione che però permette da Altri Paesi, fuori Unione, di far arrivare in Europa prodotti non ugualmente disciplinati: a prezzi più bassi, quindi in concorrenza sleale, ma soprattutto trattati con fitofarmaci che da noi sono vietati da 30 anni".

Poi le problematiche collegate sono tante, perché collegato alla macanza di reddito c’è il caro gasolio, il problema di rinnovare le macchine agricole, l’indebitamento che ha portato al suicidio alcuni colleghi. "L’idea che ci siamo fatti - conclude Tiberi - è che vogliono farti smettere di fare l’agricoltore, per trasformare i campi in campi di energia a cielo aperto".

Tiziana Petrelli