Angelo Serra nel suo hotel San Marco mentre sistema le camere
Angelo Serra nel suo hotel San Marco mentre sistema le camere

Gabicce (Pesaro Urbino), 7 giugno 2019 - A Gabicce Mare ci sono 85 alberghi, compresi i 4 stelle, oltre 2000 seconde case, svariati b&b, ristoranti – chioschi bar e un grosso problema: non si trovano cuochi, aiuti, camerieri, baristi, lavapiatti, portieri di notte, donne dei piani, ma anche personale alla reception, inservienti e magazzinieri. Dice il sindaco Domenico Pascuzzi: «Siamo in emergenza vera. E per un motivo in più che non avevo nemmeno lontanamente immaginato: molti giovani del sud che l’anno scorso avevano fatto la stagione nei nostri alberghi, quest’anno hanno risposto di non tornare a Gabicce perché stavano percependo il reddito di cittadinanza. E se accettassero di tornare perderebbero l’assegno da oltre 700 euro che a loro basta per vivere».

Per il sindaco Pascuzzi, non ci sono molti rimedi in vista: «L’unico che mi sento di proporre è questo: faccio un appello a chi cerca un lavoro e soprattutto a coloro che abbiano voglia di lavorare. A tutti loro dico di venire a Gabicce mare e chiedere all’associazione albergatori e ai vari hotel di essere disponibili a lavorare per l’imminente stagione. In base a quanto mi è stato spiegato dagli operatori del settore, la carenza di personale è senza precedenti proprio perché mancano i destinatari del reddito di cittadinanza».

La stagione turistica si può dire che stia partendo ora con l’arrivo a Gabicce mare dei turisti tedeschi e belgi come non si vedevano da tempo. «Poi arriverà la clientela italiana che rappresenta sicuramente lo zoccolo duro di Gabicce mare – dice il sindaco Pascuzzi – tanto che l’anno scorso abbiamo avuto 650mila presenze grazie all’ammodernamento fatto da molti alberghi, attrezzatisi da anni con piscine, spa e centro benessere garantendo nello stesso tempo la cucina tradizionale dai sapori genuini».

Già l'anno scorso, l’associazione albergatori di Gabicce mare col presidente Serra aveva lanciato l’allarme sulla mancanza di personale. Ma quest’anno evidentemente, col reddito di cittadinanza, le cose si sono complicate ulteriormente: il cameriere o l’aiuto cuoco non sono più lavori che superano la convenienza di stare a casa.

ro.da.