Le parole di Liliana Segre ci richiamano alla realtà

L'articolo esamina come il passato possa tornare prepotentemente sotto altre sembianze, come espresso dalla signora Segre. La storia è come un grande pendolo che va da una parte all'altra, ma la delusione e il dolore della Segre assumono connotati particolari. Non siamo noi a fare girare la pallina, ma siamo noi stessi a compiere il male.

Gentile lettrice, salvo che la fede personale che ti può creare un punto d’appoggio non so fino a che punto consistente e definitivo, credo proprio che nessuno ci potrà mai liberare dal male visto che siamo noi stessi a compierlo perché, come dice molto bene e semplicemente lei stessa nella sua lettera, "alberga nel nostro cuore".

Le parole della signora Segre non fanno che esprimere in maniera più grande e compiutamente quello che credo ognuno di noi sente dentro di sé in questi tempi grami: il passato non passa mai completamente, anzi ritorna in maniera più prepotente sotto altre sembianze. La storia somiglia a un grande pendolo che sembra andare decisamente da una parte ma solamente fino a quando non esaurisce la spinta che lo muove e non ne inizia un’altra contraria che lo fa riandare dall’altra parte. Certo è che la delusione e il dolore della Segre assumono connotati del tutto particolari nel tornare a respirare un’atmosfera di potenziale terrore che ha condizionato la sua giovinezza e improntato l’attività appassionata di tutta la sua lunga vita.

Non conosco la sua età, ma la mia è tale da rendermi desolatamente sorpreso e inerme. A ulteriore conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, che non siamo certamente noi a fare girare la pallina per un verso o per un altro.