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Pesaro liberata, ma i giovani dov’erano?

L’anniversario, così la storia rischia di diventare leggenda

Ultimo aggiornamento il 3 settembre 2018 alle 09:59
La cerimonia di commemorazione della liberazione

Pesaro, 3 settembre 2018 - Sono passati 74 anni da quel 2 settembre del 1944, giorno in cui, nel corso della seconda guerra mondiale, i soldati alleati e i partigiani entrarono a Pesaro liberandola dai tedeschi. «Una data da ricordare e da tramandare», ha detto ieri pomeriggio il sindaco Matteo Ricci (foto) celebrando la ricorrenza con le altre autorità di fronte al sacrario dei Caduti di piazzale Collenuccio mentre le campane del duomo suonavano a distesa.

A chi ricordare questa giornata del 2 settembre che è di tutti, se non c’era manco lo straccio di un consigliere comunale? A chi tramandarla se non c’era manco un ragazzino, uno scolaro, uno studente? Forse agli anziani, che lo sanno già. Doveroso peraltro l’omaggio, con le tradizionali corone d’alloro al Monumento della Brigata Maiella e a quello della Resistenza, alla Cappella Votiva di Sant’Ubaldo e in piazzale Collenuccio.

Per le Associazioni combattentistiche e d’arma ha parlato il generale Luigi Caldarola, per l’Anpi Matilde Della Fornace. Picchetto d’onore dell’esercito, musica e inni della Banda di Candelara. C’era un po’ di gente, encomiabili alcuni genitori coi loro bimbi, ancora più encomiabile un turista forestiero che, saputo di che cerimonia si trattava, ha anche lui portato i suoi due figli ad assistere. Pesaro liberata, più che una storia rischia di diventare una leggenda.

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