Stephen Clark, direttore del Getty Museum in tribunale a Pesaro
Stephen Clark, direttore del Getty Museum in tribunale a Pesaro

 

Fano (Pesaro), 20 ottobre 2017 - Altra udienza oggi davanti al giudice di Pesaro per decidere sulla confisca del Lisippo, l'Atleta vittorioso, di proprietà del Getty museum di Malibù. Dopo circa quattro ore di arringa delle difese e dichiarazioni spontanee del direttore del museo californiano, l'udienza è stata aggiornata al 15 dicembre, per consentire ai legali del museo di concludere la loro arringa e al pm di replicare. Poi ci sarà la decisione, la quarta, sul destino dell'opera in bronzo.

Che proprio oggi, il direttore del museo californiano, Stephen Clark ha sostenuto di non essere dello scultore greco Lisippo: "Sicuramente è di origine greca ma nessuna prova sull'autore - ha detto - e ancora meno certezze che sia stato pescato in acque italiane, davanti a Fano. Quello che è certo è l'acquisto per 3,950 milioni di dollari nel 1977 da parte della fondazione Getty museum, in memoria di Getty senior che aveva cercato di acquistarlo fin dal '72 per poi rinunciare, avvenuto con tutti i titoli legali, dopo sentenze di assoluzione in Italia, pareri legali di famosi studi italiani, autorizzazioni della magistratura di Monaco dove si trovava il bronzo. Per cui è stato fatto tutto in buona fede, con i documenti possibili e necessari".

Questo in sintesi il contenuto delle dichiarazioni rese oggi dal direttore del Paul Getty trust Stephen Clark davanti al giudice Giacomo Gasparini, assistito dagli avvocati Alfredo Gaito ed Emanuele Rimini, in udienza di contradditorio contro la richiesta di confisca promossa dalla procura di Pesaro in seguito al reato di contrabbando ed esportazione clandestina dell'opera avvenuta alla fine degli anni sessanta. Il giudice Gasparini, ha ascoltato il direttore del Getty museum trust (la fondazione) che ha ripercorso le fasi lunghe e altalenanti dell'acquisto del Lisippo attraverso le lettere e le agende di Getty senior, rimarcando la perfetta buona fede dell'acquisto per un museo che non ha mai esitato a restituire ciò che è risultato essere con prove inoppugnabili patrimonio di un Paese. L'avvocato Gaito ha poi contestato la facoltà del giudice dell'incidente di esecuzione di poter decidere sulla confisca mancando un pronunciamento del giudice di merito. L'udienza è stata aggiornata al 15 dicembre.