TIZIANA PETRELLI
Cronaca

"Lo Stato della Chiesa? È nato a Fano"

Lo scrittore Felice Massaro: nel 1357, in casa di Galeotto Malatesta, si decise la trasformazione del Patrimonium beati Petri

"Lo Stato della Chiesa? È nato a Fano"
"Lo Stato della Chiesa? È nato a Fano"

"Il mio lavoro da topo di biblioteca doveva essere inizialmente tutt’altro. Poi lessi che i fanesi, nel 1790, in seguito alla decisione del vescovo di aumentare il prezzo del pane, andarono a puntare il cannone contro la porta della curia. Un fatto che mi ha incuriosito tanto che per alcuni anni ho fatto ricerche sulla storia ecclesiastica di Fano".

Così il 70enne Felice Massaro (nella foto in alto), di origini pugliesi ma residente a Fano da circa 30 anni, insegnante di lettere in pensione e autore di testi scolastici, è arrivato a scoprire che "Fano è stata per ben due volte sede dell’assemblea legislativa dello Stato Pontificio, che allora non era ancora Stato, ma un’accozzaglia di terre, un ‘Patrimonium’ che era affidato a vassalli… finché grazie al cardinale Egidio Albornoz non si diede una disciplina giuridica e venne fuori lo Stato della Chiesa che conosciamo ora. E di conseguenza il Diritto canonico". Da questo studio sono nati due volumi: "Dalla prima comunità cristiana al Patrimonium beati Petri" e "Dal Patrimonium Beati Petri allo Stato della Chiesa – il modello marchigiano", editi dalla casa editrice fanese Massaro Editore, che ha cominciato a muovere i primi passi da circa un anno, con un catalogo che ad oggi conta 15 opere.

"Fano, nel 1357, è stata la sede dell’Assemblea generale dello Stato della Chiesa - racconta Massaro -. Durante il periodo avignonese (la cattività avignonese nella storia della Chiesa cattolica e del papato indica il trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone dal 1309 al 1377, ndr), un vicario apostolico rientrato in possesso dell’intera Pentapoli, nella casa di Galeotto Malatesta a Fano, città soggetta a vicariato, pose una pietra miliare per la trasformazione del Patrimonium beati Petri in Stato della Chiesa". Nell’Italia bizantina, il Ducato di Pentapoli era una circoscrizione militare compresa tra Romagna, Marche e Umbria che comprendeva al suo interno 10 città: la Pentapoli marittima di Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano e quella montana con Gubbio, Cagli, Urbino, Fossombrone e Jesi.

Cos’era, invece, il Patrimonium beati Petri? "Un patrimonio formatosi a partire dalle prime comunità cristiane. Agli inizi del secondo millennio era una realtà territoriale piuttosto estesa ma il controllo pontificio era limitato al territorio romano, al Lazio meridionale e alla Sabina ove il potere reale era nelle mani di Episcopati, monasteri e stirpi signorili che, utilizzando vincoli vassallatici, godevano di amplissimi margini di autonomia. Potenti famiglie romane condizionavano persino i conclavi".

I vassalli, quindi, erano inquilini pericolosi… "Peggio – dice Massaro –, è vero che le infeudazioni concesse avevano durata vitalizia ma, similmente al caso di un proprietario che deve vendere il proprio immobile affittato, i pontefici, quando avevano necessità di rientrare in possesso dei beni concessi, furono costretti a organizzare vere e proprie spedizioni militari contro infeudati o terzi e questi rispondevano con le armi". Ed ecco la situazione nelle Marche : "Il cardinale Albornoz, Legato e Vicario Generale del Pontefice, conquista militarmente le città ribelli con rapidità, energia e intelligenza. Nelle Marche, ad esempio, usa Rodolfo da Varano, tiranno di Camerino, contro i Malatesta, riuscendo a vincerli ad Ancona. Alla fine della guerra si ha un dominio malatestiano ridotto che va dall’alta Marca costiera, insieme a Rimini, comprende le città di Pesaro, Fano e l’interno fino a Fossombrone. Si accorda, quindi, con i Malatesta e, in cambio della ridotta potenza nelle Marche, eleva il potere malatestiano a Rimini come a Pesaro, Fano e Fossombrone, alla dignità di Vicariato apostolico. Poi contrappone i Malatesta a Gentile da Mogliano, signore di Fermo, che viene sconfitto da Galeotto nella campagna del 1358 a San Severino. Li usa ancora contro i Manfredi e Ordelaffi; si serve di Giovanni Visconti d’Oleggio contro Bernabò Visconti…"

Un cardinale stratega. "Un vero stratega al punto che il risultato di tali contrapposizioni è un accrescimento di odi tra questi, divide et impera. Ma il cardinale Egidio Álvarez de Albornoz ha anche le caratteristiche dello statista che gli consentono di riuscire a convincere gli interlocutori sulla bontà della sua causa e a presentarsi come avvocato e difensore dei diritti dei popoli. Dopo aver riconquistato le Terrae Ecclesiae, legò la sua fama alla pacificazione e alla loro riorganizzazione politico-amministrativa mediante le Costituzioni Egidiane che ebbero valore di legge generale per lo Stato Pontificio". Costituzioni promulgate a Fano "Sì, furono promulgate nel Parlamento Generale di Fano del 30 aprile, 2 e 3 maggio 1357, ove intervennero i rappresentanti di tutte le Terre della Chiesa. Riproponevano un sistema legislativo vigente nelle Marche. Ma a Fano non si svolse solo quell’evento storico. Qui fu stretta anche la lega delle città marchigiane contro l’imperatore. Il più antico documento dei parlamenti è del 1170".