Luca Bianchini parla ai suoi fan
Luca Bianchini parla ai suoi fan

Pesaro, 9 novembre - Salone Nobile di Palazzo Gradari gremito, con l'assessore alla cultura Daniele Vimini in prima fila. Giovedì sera c'era gente ad aspettarlo un'ora prima perché l'incontro organizzato dalla libreria Campus e condotto da Antonino Di Gregorio - inizialmente previsto per le 18,30 -è slittato alle 19,30 per l'improvvisa partecipazione di Luca Bianchini al programma televisivo Forum. Alla fine comunque è arrivato e si è fatto ampiamente perdonare dai suoi fan, coccolandoli per quasi un'ora con racconti, aneddoti e battute a raffica.

"Alla fine tutti ce la possiamo fare nella vita". Questo è il messaggio che ha voluto dare con il suo ultimo libro, il decimo di una carriera folgorante iniziata nel 2003 con "Instant love". La storia di "So che un giorno tornerai" è nata per caso "una sera in macchina con una ragazza che mi stava accompagnando in un posto dal quale sarei voluto scappare dopo cinque minuti, scommetto che è capitato anche a voi almeno una volta" racconta sorridendo, affabile ed ironico, con un modo che conquista subito la platea. Quella donna abbandonata dai suoi genitori, con una confessione sincera, gli ha messo in mano la trama che poi Bianchini ha rielaborato e deciso di ambientare a Trieste "una città che mi ha sempre affascinato e che ho studiato a fondo, passando del tempo lassù con la gente, facendomi raccontare le loro tradizioni, i luoghi chiave e anche qualche aneddoto. Io scrivo così - spiega -: mischio le cose vere con le mie". Il mix è come sempre brillante, accattivante sin dalla prima pagina.

E fra lui e i suoi lettori si crea un feeling istantaneo: "Mi piace molto ascoltare e sento che le persone si fidano di me, quando mi scrivono mi raccontano confidenze e sono tanti quelli che hanno avuto una storia simile e si sono ritrovati nelle pagine del libro". Non c'è una condanna, però, dei genitori meno 'riusciti': "Il padre lo abbiamo sempre dipinto come più vigliacco, sono tanti quelli che scappano dalle responsabilità, ma in Italia la mamma è sacra e non si può dire con serenità la verità: e cioè che esiste anche chi non è portata a essere madre e bisogna essere indulgenti con queste persone. Alla fine ti hanno comunque messo al mondo, ed è molto meglio che non esserci".

Curioso, infine, il racconto del tour che sta conducendo per presentare la sua ultima fatica: "L'Italia è uguale da nord a sud, campanili a non finire, litigano tutti - ironizza -. Quando ho presentato il libro a Udine non potevo parlare troppo bene di Trieste, perché fra giuliani e friulani non corre buon sangue. Se mi piacerebbe ambientare un libro a Pesaro? Perché no? Ma prima vorrei farne uno che si svolge in un posto interno della Sardegna". Alla fine con grande disponibilità è rimasto più di mezzora a firmare i suoi libri a chi li ha acquistati o portati da casa: tutti, rigorosamente con dedica personalizzata.