ELISABETTA ROSSI
Cronaca

Lucia Annibali sfregiata con l’acido, libero uno dei sicari: "Ma io temo di più Varani"

Rubin Taleban ha scontato 9 anni su 12 e ora è stato espulso: è in Albania

Rubin Talaban e Lucia Annibali, vittima dell’agguato con l’acido

Rubin Talaban e Lucia Annibali, vittima dell’agguato con l’acido

Pesaro, 4 luglio 2023 - È uno dei due sicari che dieci anni fa lanciò l’acido in faccia a Lucia Annibali. E da aprile scorso è di nuovo a piede libero, ma nel suo paese, l’Albania. Lui è Rubin Talaban ed è stato espulso e riportato in patria con il divieto di rientrare in Italia per dieci anni. Lo prevede la legge. Condannato a 12 anni, ne ha passati 9 in cella e con un residuo di pena inferiore ai due anni, il giudice può rimandarlo a casa. Se dovesse rientrare, finirebbe di nuovo in cella a scontare quello che gli manca. Per lui, il caso è di fatto chiuso. Ma per Lucia Annibali le conseguenze di quel lancio, la notte del 16 aprile 2013, sono una condanna a vita. "Non sapevo che fosse uscito dal carcere – spiega – me lo dite voi. Ma è giusto così. Ha espiato la sua pena. Io invece con quello che ha fatto, ci faccio i conti sempre e per sempre". Che hanno fatto. Perché quella sera, quando quella pioggia di acido le arrivò addosso, erano in due a eseguire gli ordini di Luca Varani, il suo ex, avvocato pesarese, con cui aveva avuto una storia e che aveva lasciato dopo aver saputo che stava ancora con la sua fidanzata storica e che era anche rimasta incinta.

L’altro è Altistin Precetaj, anche lui albanese, condannato a 12 anni come Talaban, di cui però al momento non si sa nulla. "Loro non mi fanno paura – continua Annibali –. Di Varani? Non so. Spero solo di non ritrovarmi nell’eventualità di dover avere ancora paura". Varani, condannato a 20 anni di reclusione per stalking e tentato omicidio, sta ancora scontando la pena nel carcere di Pescara. Ma potrebbe uscire prima del 2033, tra sconti per buona condotta e per il fatto che era tossicodipendente al momento del delitto. Gli ultimi 6 anni potrebbe scontarli in una comunità di recupero.

“Ormai tutto questo è una pagina che si è in parte chiusa – commenta Lucia – con il processo, ognuno ha fatto il proprio percorso. Io ho fatto la mia vita, continuo a farla. Talaban ha pagato. Se veramente ha capito il male che ha fatto, meglio per lui e per tutti – continua – È giusto che si metta un punto, l’importante è che non succedano più casi simili. Quello che mi auguro è che anche quando uscirà Varani, io possa continuare a vivere tranquillamente, senza dover temere più nulla da lui".

Talaban è anche quello che nel 2019 aveva scritto a Lucia una lettera dal carcere nella quale le chiedeva "perdono", ammettendo per la prima volta di aver commesso il fatto che durante tutto il processo aveva invece negato. "Se davvero quello che scrive è verità, io lo posso anche perdonare – aveva commentato l’Annibali – Ma quel perdono serve più a lui che a me. Tra l’altro la sentenza prevede che, espiata la pena, lui torni nel suo Paese...". E così è stato.