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24 mag 2022

Bullismo a scuola di Pesaro: "Chi ha sbagliato non deve cavarsela facilmente"

Un gruppo di genitori preoccupati ha scritto una lettera a Questore e Carabinieri

24 mag 2022
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Bullismo a Pesaro, la lettera dei genitori
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Bullismo a Pesaro, la lettera dei genitori

Pesaro, 24 maggio 2022 - Alla richiesta di maggiori controlli e tutela da parte delle forze dell’ordine, venuta a tambur battente dai presidi delle scuole del Campus – Riccardo Rossini (liceo Marconi) e AnnaMaria Marinai (Benelli) – seguono, a gran voce, quelle delle famiglie e della consigliera regionale Marta Ruggeri (M5s). Non c’è privacy che tenga: tutti, oltre a prevenzione e controllo, chiedono telecamere, funzionali all’identificazione di chi rende insicura la scuola.

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Riguardo la cronaca ieri, terzo giorno di indagini dei carabinieri, è emerso che il sedicenne del Benelli – menato al mattino presto dalla stessa banda di picchiatori diciassettenni che all’ora di ricreazione se la sono presa con il diciannovenne del Marconi – è rimasto “ostaggio“ dei bulli. Dopo le botte, per costringerlo a stare con loro, gli hanno rubato il cellulare. Quando loro hanno cominciato a menare il liceale, lui ha cercato di svignarsela, fuggendo dentro il Marconi e nascondendosi dentro uno sgabuzzo. Bruno Battaglia è stato il bidello che ha bloccato l’aggressione del diciannovenne appena ha visto cosa stesse avvenendo fuori dal cancello della scuola.

Era steso a terra con uno che gli fermava il volto con il piede, mentre un altro gli dava dei calci. Battaglia ha stoppato l’aggressione, ma un paio dei picchiatori, sono fuggiti dentro la scuola per rintracciare il sedicenne del Benelli, allontanatosi alla chetichella. "Alla prima rampa di scale, sono tornati indietro, scappati davanti a un professore e due bidelli – osserva il preside Rossini –. Il sedicenne, quando si è sentito sicuro, è uscito dal suo nascondiglio. L’abbiamo medicato in infermeria. Nella banda anche due ragazze".

"E’ una vergogna che i nostri figli debbano avere paura ad andare a scuola – protesta una mamma che, insieme ad altri genitori ha scritto ai carabinieri e al questore –. Vogliamo controlli delle Forze dell’ordine al Campus; esigiamo che chi disturba la serenità dei ragazzi paghi e non che se la cavi come se nulla fosse". "Le telecamere devono funzionare – dice Ruggeri–. La Provincia non solo metta in funzione la video sorveglianza, ma estenda l’uso e il numero. La violenza sfrontata è un segnale preoccupante: serve maggiore prevenzione".

s.v.r.

 

 

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