Maffeo Marinelli, 98 anni, racconta la sua vita di guerra e emigrazione

Maffeo Marinelli, a 98 anni, racconta la sua storia di guerra e emigrazione in Belgio, ospitato nel Centro Culturale "Italo Mancini" di Schieti. Il 2 luglio gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Urbino illustreranno la sua vita.

Maffeo Marinelli, 98 anni, racconta la sua vita di guerra e emigrazione

Maffeo Marinelli, 98 anni, racconta la sua vita di guerra e emigrazione

Il tempo ci offre ancora qualche occasione preziosa per ascoltare la testimonianza dei momenti drammatici della guerra partigiana e dell’emigrazione nelle miniere del Belgio dalla viva voce di chi li visse in prima persona. Maffeo Marinelli a 98 anni ha presentato domenica scorsa la sua mostra documentaria e fotografica ospitata nel Centro Culturale “Italo Mancini“ di Schieti assieme all’amico Fausto Becilli che ne ha curato il commovente volume autobiografico “La mia vita“, al presidente del Centro Silvio Filippini, al presidente del Consiglio comunale Massimiliano Sirotti e al presidente dell’Anpi provinciale Francesco Del Bianco, uniti nel sottolineare il valore delle radici e della memoria per le nuove generazioni e per ragionare non soltanto sulla guerra ma anche sulla sicurezza nel lavoro che oggi miete ancora tante vittime. Temi purtroppo ancora di estrema attualità.

Domenica 2 luglio alle 11 Marinelli sarà di nuovo ospite del Centro “Italo Mancini“ con sua figlia Nannusca e con suo genero Giuseppe “Pino“ Mercatelli (punta di diamante della squadra di calcio dell’Urbino guidata negli anni ’60 da Oscar Castellini) e alla nipote Bernardette che ha curato la mostra, a raccontare quanto un tempo la vita ponesse le persone di fronte a situazioni estreme, come quella di un diciottenne costretto a veder morire i propri amici o a dover sparare ad altri coetanei, per poi lasciare la propria terra e trasferirsi a migliaia di chilometri di distanza in paesi sconosciuti per lavorare in condizioni estreme e pericolose in miniere tristemente note come quella di Marcinelle dove in 262 trovarono la morte.

Per l’occasione, oltre a ricevere in dono una copia de “La mia vita“ e visitare la mostra, il pubblico vedrà presenti gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino con le illustrazioni tratte dai principali eventi della vita di Maffeo Marinelli. Un ideale passaggio di testimone e mezzo di comunicazione tra le generazioni attraverso l’arte e la bellezza, che ancora ci ostiniamo a sperare possano salvare il mondo.

Tiziano V. Mancini