Ci sono personaggi che finiscono per diventare dei simboli. E’ il destino di Marco Manzini, che un incidente gravissimo ha trasformato in un guerriero. Ormai la sua storia la conoscono tutti in città, ma fa sempre piacere sentirsela raccontare ancora, per trovare la forza che a volte pensiamo di non...

Ci sono personaggi che finiscono per diventare dei simboli. E’ il destino di Marco Manzini, che un incidente gravissimo ha trasformato in un guerriero. Ormai la sua storia la conoscono tutti in città, ma fa sempre piacere sentirsela raccontare ancora, per trovare la forza che a volte pensiamo di non avere. Ieri dai Gemelli in Baia, l’atleta paralimpico ha tenuto il suo (primo) Manzoff-day perché non è detto che non ce siano altri in futuro. "Quello di ieri era per festeggiare la cintura nera 2° dan che ho conquistato il 27 luglio, un grande traguardo per me. Ma non voglio fermarmi qui – ha detto – io punto a vincere il titolo italiano e poi voglio andare alle Paralimpiadi nel 2021". Per fare questo si allena come un pazzo "fa anche più di quel che dovrebbe" riconosce il neuro-chirurgo che lo segue dal giorno dell’incidente, Emiliano Agostini. A rendergli onore c’erano anche il sindaco Matteo Ricci ("i suoi messaggi spesso mi tirano su il morale" ha confessato), l’assessore allo sport Mila Della Dora e il presidente del consiglio comunale Marco Perugini. Inoltre, il presidente regionale della federazione di taekwondo Porcarelli, che gli ha portato il diploma, il suo maestro Luca Fontana e Terenzi, l’editore del suo libro "La scelta di vivere" che ieri è stato venduto per raccogliere fondi a favore della Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche onlus, presente con Asia D’Arcangelo. Marco indossava la t-shirt "Non siamo normali" titolo del volume in cui si racconta invece la sua storia accanto a quella di altri 8 atleti disabili.