Marchigiani dell’anno Dionigi: "Orgoglio vero"

L’ex rettore tra i premiati a Roma: "Siamo l’ombelico d’Italia, non solo geografico"

Marchigiani dell’anno  Dionigi: "Orgoglio vero"

Marchigiani dell’anno Dionigi: "Orgoglio vero"

Professor Ivano Dionigi, lei è appena reduce da un bagno di cosmopolitismo totale con la fresca assegnazione a Roma della distinzione onorifica di "Marchigiano dell’anno" per il 2022. Come ne esce da questa esperienza?

"Ne esco arricchito come forse non credevo manco possibile. Mi sono trovato in una manifestazione piena di dignità e di belle figure che non avevano niente a che fare con la ‘marchigianella’ intesa in senso strapaesano".

Ha però ribadito le sue origini?

"Ho ribadito la mia pesaresità dicendo che l’orgoglio che provavo diventando Marchigiano dell’anno era pari a quello di qualche anno fa quando divenni Cittadino onorario di Pesaro". E Bologna, città dove vive e alla quale sono legati i motivi che l’hanno reso degno dell’onorificenza?

"Non l’ho certo dimenticata, ci vivo e ci lavoro da 65 anni, ma mi sento pesarese, con mia moglie che poteva essere ginecologa a Pesaro e con mio nipote che sto allevando nella fede per la Vuelle".

Le motivazioni della designazione sono naturalmente facili da intendere e non sono certo per la sua passione baskettara.

"Diciamo qualcosa di più duraturo e longevo, i classici, l’amore per la loro lettura, il rettorato dell’Alma Mater, la mia vita professionale insomma".

Nel corso della cerimonia si respirava almeno un poco di marchigianità, connotato comune che stiamo acquisendo con relativa lentezza e qualche contraccolpo?

"Devo dire che ho sentito vere le parole di Guido Piovene quando scrive che le Marche sono una specie di ombelico d’Italia per la sua centralità e per le sue caratteristiche".

Quali insegnamenti utili per il vivere civile si possono trarre da una manifestazione come quella di Roma?

"Credo soprattutto il senso delle radici, senza di esse non vai da nessuna parte. Qualcuno mi dice come complimento che sono arrivato lontano o in alto, ma io non posso fare a meno di pensare che sono l’unico laureato di cinquanta cugini che sono stati l’ambiente dove sono nato e cresciuto".

Allora diciamo che lei è diventato grande fra i classici, però...

"...però le mie origini sono contadine"

Pesaresi e marchigiane?

"Diciamo così".

f.b.