Mare, si recupera un altro rudere. Lo Sporting diventa residenziale

Ha ricevuto i pareri favorevoli della conferenza di servizi. Area commerciale nella zona della piscina

Mare, si recupera un altro rudere. Lo Sporting diventa residenziale

Mare, si recupera un altro rudere. Lo Sporting diventa residenziale

Si è chiusa un’altra partita per il recupero di un altro hotel della zona mare chiuso ormai da diversi anni e in forte stato di degrado. Si tratta dello Sporting di viale Nazario Sauro. Questo immobile è stato acquistato dall’imprenditore Enzo Cammilini, industriale che opera nel campo degli infissi e anche noto negli ambienti sportivi perché molto vicino alla Vis Pesaro, che ha comprato la struttura da una famiglia di Rimini, ormai più di un anno fa. L’atto con cui si chiude questa partita è di ieri mattina quando si è riunita la conferenza di servizi che ha dato l’ok al piano di recupero dell’edificio fronte mare. Si passa da hotel a residenziale-turistico e viene recuperata anche la cubatura di una vecchia concessione, tutta l’area dove attualmente c’è la piscina: 650 metri quadrati edificatori che potranno essere utilizzati esclusivamente per fini commerciali.

Nella sostanza con l’atto approvato ieri mattina dalla Conferenza di servizi, la società di Cammilini ha praticamente in mano la concessione edilizia per cui i tempi per far entrare nel recinto dello Sporting i muratori sono a questo punto molto brevi.

Un altro hotel che si va a recuperare in un’area che ha visto prima rinascere l’ex Palace, poi l’hotel Vienna che era chiuso da decenni e "Trieste 100" che fa capo a Nardo Filippetti dietro l’Excelsior. Ora si passa allo Sporting. Un hotel che nel corso dello scorso inverno ha avuto problemi non da poco anche perché era diventato una specie di dormitorio per extracomunitari, tanto che la proprietà, per evitare che diventasse un bivacco, ha dovuto erigere lungo tutto il perimetro una barriera di legno.

Enzo Cammilini aveva acquistato questa struttura attraverso una società che è la Duca Holding, e non ha mai nascosto il fatto che voleva ricavarci per lui e per la sua famiglia un appartamento all’ultimo piano. Prima del rilascio della concessione edilizia, Cammilini dovrà presentare una fidejussione bancaria in favore del Comune.

Come e quando partiranno i lavori non si sa con precisione, ma è facile che si vada avanti, per il recupero, per tutti i prossimi due anni.

Tutto questo avviene con la partenza del cantiere, già avviata da qualche settimana, dell’hotel Garden in viale Trieste che è di proprietà della Renco. Anche qui un residence di lusso con tanto di uno spazio cucina sia per gli ospiti della società che per fini turistici.

Resta invece tutto fermo – ma ormai la situazione è stagnante da qualche mese –, per quello che riguarda l’edificazione delle due torri del porto, nell’area ex consorzio agrario. Quest’area è nelle mani di un fondo israeliano e per quote minori sempre della società Renco che ha anche l’impegno di costruire le due strutture che si affacciano sul bacino centrale del porto.

Tutto fermo perché sarebbero in corso analisi sui terreni e fors’anche perché la Procura ha presentato ricorso contro il proscioglimento dall’accusa di abuso edilizio delle ditte e dei tecnici.

mg.