Oltre il 40% dei sanitari dipendenti pubblici e privati non sono vaccinati
Oltre il 40% dei sanitari dipendenti pubblici e privati non sono vaccinati

Pesaro Urbino, 4 luglio 2021 - Il loro numero non è preciso, ma la percentuale sì: il 40 per cento dei sanitari di questa provincia non si è vaccinato. E non intende farlo. Sono circa 2000 operatori su una platea di 5000. Sono medici, infermieri, dentisti, assistenti, operatori, portantini, oss, sia pubblici che privati. Dice Augusto Liverani, capo del dipartimento prevenzione Asur area vasta 1: "Abbiamo inviato loro una prima raccomandata per sollecitare la vaccinazione ed evitare conseguenze disciplinari, dando tempo cinque giorni per avere una risposta o una spiegazione. Poi abbiamo inviato una seconda raccomandata a tutti coloro che entro cinque giorni non avevano dato una risposta. Non ho in questo momento i dati aggiornati delle risposte ottenute ma sarà una equipe, presieduta da me, a dover valutare le eventuali spiegazioni. Che possono essere, per gran parte di chi non si è vaccinato, di aver avuto il covid e dunque di essere in possesso di anticorpi. Questa può essere una spiegazione, ma che ha un valore limitato nel tempo. Gli anticorpi prodotti dalla malattia possono durare alcuni mesi e non per sempre. Quindi, ci si deve vaccinare, se si intende continuare a lavorare in ambito sanitario".

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Per il dottor Liverani , la conseguenza a cui andranno incontro i no vax sarà questa: "I rispettivi Ordini professionali avranno l’elenco degli iscritti che non hanno accettato di vaccinarsi e verranno sospesi dagli Albi professionali. In mancanza di quel requisito, non potranno continuare ad esercitare la loro professione all’interno delle strutture e dunque saranno esclusi dal lavoro che attualmente stanno svolgendo. Potranno essere ricovertiti in altre mansioni, magari con un netto declassamento, ma è certo che un medico non potrà esercitare senza essere vaccinato".

Dice il direttore generale di Asur area vasta 1 Romeo Magnoni: "La nostra provincia è quella con la maggior presenza di no vax o comunque di sanitari che non si vaccinano. Cercheremo di convincerli visto che la linea assunta dal governo non ammette deroghe: si va alla sospensione dal lavoro nell’ambito sanitario per chi rifiuta il vaccino".

L’assessore regionale Filippo Saltamartini afferma: "Io prevedo un lungo elenco di dipendenti che saranno sospesi e questo comporterà un’emergenza per la copertura dei turni in vari reparti e dipartimenti. Ma non abbiamo scelta. Troppi sanitari hanno detto no alla vaccinazione, magari per indolenza e non perché no vax. Pensano che l’estate limiterà la circolazione del virus e dunque non correranno dei rischi. Invece stanno mettendo a repentaglio la vita delle persone più fragili molte delle quali non sono ancora vaccinate. Purtroppo stiamo rallentando fortemente le vaccinazioni perché la gente si sente al di sopra dei rischi grazie all’estate. Ma non è così".

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Per questo, I’assessore Saltamartini annuncia tre cose: "A fine luglio possiamo dire che finiremo i richiami e non abbiamo prenotazioni per la prima dose. La seconda cosa è che metteremo in campo le Usca, che come i tamponi, andranno nelle case dove sappiamo che ci sono anziani non vaccinati, a chiedere loro di vaccinarsi. Magari ci faremo accompagnare dal medico curante ma adotteremo questa strategia".

«Terza iniziativa: mobiliteremo per tutta la regione una serie di camper come hub vaccinali parcheggiandoli davanti ai bar, alle discoteche, ai ristoranti, ai ritrovi, alle osterie e alle piazze come succedeva anche negli anni sessanta. Andiamo noi verso la gente e non il contrario, chiedendo di vaccinarsi a tutte le ore. Solo così forse eviteremo un pericolo gravissimo che da settembre potrebbe esplodere: 300mila marchigiani di tutte le età, non vaccinati, che rischiano di infettarsi con varianti che ora nemmeno conosciamo, mandando in tilt la sanità. Io non mi do pace sapendo di questo pericolo dietro l’angolo. Vi dico di vaccinarvi, senza giri di parole".