ANTONELLA MARCHIONNI
Cronaca

Morte al parco, la lettera degli amici: "Quella voglia di superare il limite lo ha reso la persona che amavamo"

Pesaro: a Cattabrighe il funerale di Stefano Aguzzi, 44 anni, detto Smith. "Tossico? Sì, ma della vita"

Stefano Aguzzi, operaio 44enne trovato morto venerdì scorso al parco Miralfiore di Pesaro

Stefano Aguzzi, operaio 44enne trovato morto venerdì scorso al parco Miralfiore di Pesaro

Pesaro, 26 giugno 2024 – "Tossico sì, ma della vita". Così gli amici di Stefano Aguzzi, operaio 44enne trovato morto venerdì scorso al parco Miralfiore per presunta overdose, ricordano l’amico. Hanno scritto una lettera, parole cariche d’amore, per "Smith", questo il soprannome di Stefano Aguzzi che ieri è stato sottoposto ad autopsia e il cui funerale è previsto per domani alle 16 nella parrocchia di Cattabrighe. Riportiamo integralmente il testo della lettera scritta dagli amici.

Il parco Miralfiore di Pesaro
Il parco Miralfiore di Pesaro

"Tossicodipendente è stato scritto da alcuni giornali. Inutile negarlo, sicuramente Stefano Aguzzi è stato anche questo. Ma per chi lo ha conosciuto davvero, dai suoi familiari, ai suoi amici d’infanzia, Smith, così era soprannominato da tutti da praticamente una vita, era molto altro. O meglio, forse tossico lo è sempre stato, ma tossico della vita, dell’amore in ogni sua forma, tossico di risate, giochi, divertimento, della musica, della carne e del buon vino… insomma, di tutto ciò che lo appassionava".

"Qualsiasi cosa facesse, voleva farla al meglio, era un perfezionista a volte maniacale, era intelligente e abile nei giochi che richiedevano un QI sopra la media, dal poker, agli scacchi, a tutto ciò che richiedesse calcoli… Smith era divertente, di compagnia, era in grado di rallegrarti la giornata ma a volte era anche esasperante, insistente fino allo sfinimento. Ma proprio quando eri lì per scoppiare, raggiunto il limite di sopportazione, non potevi che cedere con una risata alle sue richieste, ai suoi capricci perpetrati con un’innocenza ed una tenerezza tipica di un bambino al quale non riesci a dire di no. Smith ha amato tanto ma soprattutto è stato amato, dalle donne, dal fratello, dai genitori, dagli amici… per il suo carisma, il suo fascino, la sua bontà d’animo e la sua schiettezza. Anche per la sua caparbietà, che nonostante tutto l’ha sempre portato a superare sé stesso, ritrovare lavoro, l’amore di una ragazza quando pensava che il passato, purtroppo mai passato, lo precedesse ostacolandolo nella vita di ogni giorno".

"Quella voglia di superarsi e di oltrepassare il limite, lo ha portato dove lo ha portato ma ha fatto di lui la persona che abbiamo amato, che amiamo e che sempre ameremo, per cui nessun rammarico. Smith era Smith e non sarebbe potuto essere diversamente".