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1 mag 2022

Multe agli over 50 no vax, a Pesaro ne viene annullata una ogni tre

Stanno arrivando le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate agli inadempienti, che in provincia sono più di 10mila. Liverani (Asur): "Su 850 richieste, ne abbiamo esaminate 200 e accolte circa 70"

benedetta iacomucci
Cronaca
IL centro vaccinale al Ristò. In alto a destra, il direttore del Sisp Augusto Liverani
IL centro vaccinale al Ristò.

Pesaro, 1 maggio 2022 - Valanga di ’ricorsi’ all’Asur. Sono già 850 le lettere giunte negli uffici del Servizio di Igiene e sanità pubblica di Pesaro nelle ultime tre settimane. Praticamente, una media di almeno 50 richieste di annullamento al giorno. Sono le lettere inviate dagli over 50 non vaccinati, che in queste ultime settimane si sono visti recapitare le comunicazioni di "avvio del procedimento sanzionatorio" (100 euro di multa) da parte dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, per inottemperanza all’obbligo vaccinale.

Obbligo vaccinale che decadrà il 15 giugno, per altro. E questi 850 ’ricorrenti’ sono solo una minima parte degli inadempienti, dato che in provincia di Pesaro e Urbino risultano addirittura 10.414 cittadini tra i 50 e i 69 anni che – a un’analisi incrociata dei dati – non si sono ad oggi vaccinati malgrado l’obbligo stabilito per legge. Insomma, negli uffici dell’Asur si preparano a contenere l’assalto, come gli ultimi giapponesi ancora in guerra mentre ovunque si depongono le mascherine.

Il fatto è che non tutte le multe sono giustificate. Ci sono casi in cui l’annullamento è legittimo: ed è l’Asur a dover valutare caso per caso l’eventuale insussistenza dell’obbligo, da riferire poi all’Agenzia delle Entrate. Al momento, su 850 richieste di annullamento pervenute tra il 7 e il 29 aprile, ne sono state valutate 200, delle quali una settantina circa sono state accolte. Poco più di una su tre. Gli altri 650 hanno dovuto rassegnarsi e pagare.

"Il nostro compito – spiega Augusto Liverani, direttore del Sisp – è solo quello di valutare i documenti e attestare l’eventuale insussistenza o impossibilità di assolvere all’obbligo, comunicandolo all’Agenzia delle Entrate". I casi che legittimano l’annullamento sono diversi: "Può capitare – spiega Liverani – che il soggetto si sia vaccinato all’estero e che quindi il certificato non risulti. Ci sono altri che nel frattempo si sono ammalati di Covid, alcuni che erano nell’impossibilità di andare a vaccinarsi perché magari avevano altre patologie e quindi hanno dovuto rimandare il vaccino... Tutti casi da vagliare accuratamente. Ci siamo dovuti riorganizzare in questo Dipartimento proprio per far fronte alle Pec che continuano ad arrivare. Al momento abbiamo 3/4 persone che si dedicano solo a questo, più altri collaboratori". Anche perché c’è una tempistica da rispettare: 10 giorni per fare ricorso da parte del cittadino, altri 10 dall’Asur per gestire la ’pratica’.

Un caso a parte rappresentano i cossidetti ’ravvedimenti tardivi’. Sono quelli che si sono vaccinati oltre il termine, ad esempio a marzo. Per loro nessuno sconto di pena. Una vera beffa.

 

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