Glauco Mancini
Glauco Mancini

Pesaro, 15 settembre 20119 - Il professor Glauco Mancini, classe 1921, pesarese, generalmente va a piedi pur con qualche difficoltà. Ma a volte si muove in auto, spesso si fa accompagnare. Come il 6 giugno scorso quando la sua auto è stata multata in piazzale Innocenti per accesso in Ztl. Il professore ha scritto questa lettera pubblica alla polizia municipale per commentare la circostanza che lo ha visto suo malgrado protagonista.

«Chiarissimo Comandante, sono appena ritornato dall’Ufficio postale di via Maroncelli dove ho provveduto a pagare la multa di 72,85 euro come da verbale pervenuto ieri mattina, per raccomandata. L’infrazione era evidente e innegabile. In data 6 giugno corrente anno la mia macchina, una Citroen 1600 è entrata nella Ztl all’inizio di via Castelfidardo senza la prevista autorizzazione. Erano le 9,13. Mi consenta di fare un breve commento. Celibe e solo, vecchio di novantotto anni e oltre, e gravato di diversi problemi connaturati con l’età, in particolare una difettosa deambulazione, mi ero fatto portare in macchina fino in prossimità di un negozio di libri nella ricerca infruttuosa di alcune monografie storiche ormai introvabili. Il tempo di scendere, e la macchina si è allontanata fuori dalla zona proibita dopo una sosta di 10-15 secondi al massimo. Ne è scaturita una infrazione che, incredibilmente, a giudicare da quanto riferito nel verbale, e soprattutto dalla solennità del linguaggio usato per descriverla, era introduttiva di severissime sanzioni.

Mi permetta tuttavia di osservare che una infrazione di pochi secondi e soprattutto involontaria non avrebbe dovuto comportare da parte dell’Autorità una reazione siffattamente pesante e repressiva. Tanto più singolare è il caso in quanto, non pratico della zona che dopo tanti anni è diventata irriconoscibile, mi ero fatto sostituire al volante da un giovane più esperto dei luoghi. Peraltro non è facile identificare un qualsiasi simbolo stradale in mezzo alla congerie di cartelli pubblicitari, insegne commerciali e messaggi promozionali di vario genere che impegnano pericolosamente l’attenzione del conducente. Sia ben chiaro; questa lunghissima lettera non va intesa come una contestazione e tanto meno come una protesta. Vuole semplicemente ed innocentemente far rilevare che la automazione ha senza dubbio contribuito a snellire e semplificare molti aspetti della vita quotidiana ma va usata con prudenza, direi quasi con diffidenza perché non ha né si può pretendere che abbia una caratteristica che è esclusivamente umana, intendo dire, il buon senso. La ringrazio. Stia bene».