CECILIA CASADEI
Cronaca

’Nelle regole della bellezza’. Arte, natura e tecnologia

Il Centro Arti Visive Pescheria torna ad essere protagonista. Oggi al via la mostra

’Nelle regole della bellezza’. Arte, natura e tecnologia

’Nelle regole della bellezza’. Arte, natura e tecnologia

Dopo la scossa dell’evento di Marina Abramovic, il Centro Arti Visive Pescheria torna ad essere protagonista con un nuovo progetto che indaga le connessioni tra arte natura e tecnologia. Oggi alle ore 19,00 l’inaugurazione della mostra "Nelle regole della bellezza", evento firmato da Numero Cromatico. Un nome che identifica non un collettivo, ma una ibrida, unica identità promotrice di un linguaggio basato sulla ricerca in diversi ambiti disciplinari, come il rapporto tra arti visive e neuroscienze. Un gruppo di giovani sperimentatori, uno per tutti, tutti per uno, la forza di un progetto che si nutre di una sorprendente valenza estetica nell’immaginare nuovi scenari artistici, nuovi codici esperenziali. Un progetto inserito nell’ambito della Casa delle Tecnologie Emergenti del comune di Pesaro, la soddisfazione dell’assessore Daniele Vimini che conferma gli obiettivi di Pesaro 2024, quella del curatore Marcello Smarelli, per una mostra che si apre al futuro dove nuove tecnologie si uniscono ad antichi saperi, quando a sorprendere lo spettatore sono due installazioni site specific. Nel loggiato dell’antica pescheria "Codice Umano", una scenografica installazione che può essere sincreticamente letta come un invito al viaggio, un percorso maestoso che poggia sulla storia umana e guarda al domani, mentre restituisce una grande tenda con immagini archetipiche create dalla intelligenza artificiale che rimandano alla natura. A terra 24 tavole come grandi arazzi, tessiture che consegnano una miriade di pixel di colori diversi e ospitano una serie di frasi, di parole generate dall’intelligenza artificiale, scelte fra le centinaia di elaborazioni della A.I. Come suggestive lapidi scritte a mano, versi leggibili nell’insieme o anche in modo alternato per un inno alla vita, per un invito ad una autonoma riflessione sul presente, sul futuro.

Nel suggestivo spazio della Chiesa del Suffragio una gigantesca proiezione avvolge lo spettatore come una affascinante nebulosa, un universo in cui galleggiano un mare di testi poetici, saggi, parole in movimento che sembrano viaggiare nello spazio in un ciclo incessante da destra verso sinistra e da sinistra verso destra, mai riconducibili ad un significato finale. "Esseri umani, esistenza, terra, presenza, ricerca, equilibrio impareggiabile, proteggere, sinfonia, tecnologia". Parole che scorrono in libertà per una memoria futurista e che ciascuno può ri-comporre, magari fermandosi sui grandi cuscini neri adagiati sul pavimento. Ed essere trasportati, come per incanto, verso un futuro in cui non potremo essere altro che menti e corpi ibridati. "Nelle regole /della bellezza/ esistono ancora /nuove stagioni", recita uno degli arazzi esposti nell’antico loggiato. Quando "l’arte / è una forma /di vita/continuamente/ rinnovata/ sotto ogni aspetto/ contro/ ogni/limite".