La spinta propulsiva del Green pass ha esaurito la sua forza e quanti restano sono ormai ’radicalizzati’ e determinati a resistere. Sembrerebbe di leggere questo dai dati delle prenotazioni delle prime dosi nel territorio dell’Are Vasta 1. All’impennata di metà settembre, quando gli appuntamenti in provincia schizzarono...

La spinta propulsiva del Green pass ha esaurito la sua forza e quanti restano sono ormai ’radicalizzati’ e determinati a resistere. Sembrerebbe di leggere questo dai dati delle prenotazioni delle prime dosi nel territorio dell’Are Vasta 1. All’impennata di metà settembre, quando gli appuntamenti in provincia schizzarono segnando percentuali d’aumento con picchi del 179% e un record di 581 prime dosi, fa da contraltare in questi ultimi giorni un andamento decisamente più blando. Come se ormai, gran parte delle scelte fossero state fatte.

Alcuni esempi: lunedì a Pesaro c’erano appuntamenti per una novantina di prime dosi (neanche 300 in provincia); martedì nessuna (104 in Area Vasta); mercoledì 180 (circa 250 in tutti gli hub); oggi una quarantina (gli unici del territorio provinciale), e domani – giorno dell’entrata in vigore dei nuovi provvedimenti sull’obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro – una decina (su 155 totali).

Vero è che molti potrebbero presentarsi senza prenotazione, modalità ormai ampiamente sdoganata dappertutto e che ha dato i suoi risultati in termini di afflusso. Ma calcolando che il Green pass, almeno quello temporaneo in attesa del richiamo, non viene generato immediatamente, viene da pensare che chi aveva avuto un ripensamento, si sia organizzato a tempo debito.

Intanto, i dati aggiornati a lunedì sulla copertura vaccinale in provincia mostrano che è stata raggiunta una percentuale dell’81,2% (dato riferito ai vaccinabili, dunque gli over 12 che rappresentano 320.070 persone, delle quali 260mila hanno completato il percorso). Restano da ’convincere’, per così dire, 60mila persone. E non sarà semplice.

ben.i.