E’ l’avvocato di una delle società proprietarie, la Carnia. Di fronte all’annuncio da parte dell’amministrazione dell’Operazione parco sull’area ex Amga, il legale dice: "Sono curioso di sapere con quale diritto un ente pubblico prende possesso di un’area privata, dove esiste un permesso di...

E’ l’avvocato di una delle società proprietarie, la Carnia. Di fronte all’annuncio da parte dell’amministrazione dell’Operazione parco sull’area ex Amga, il legale dice: "Sono curioso di sapere con quale diritto un ente pubblico prende possesso di un’area privata, dove esiste un permesso di costruzione, e dispone un utilizzo diverso. Sono anche curioso di conoscere quale iter amministrativo pensa di seguire il Comune per appropriarsi dell’area, che era già di sua proprietà, venduta ai privati in cambio dei terreni del Miralfiore, e ora di nuovo ‘confiscata’ per farci un parco. A che gioco stiamo giocando? Se il sindaco intende espropriare il terreno ex Amga, occorre che lo dica e che metta in campo la procedura necessaria che non può prescindere dall’interesse pubblico dell’area. Che ha un costo e che va fatto sapere ai legittimi proprietari. Invece non sappiamo nulla, non vediamo nulla e ci parliamo solo in tribunale civile, dove esiste una causa per risarcimento danni nei confronti dell’amministrazione comunale per aver venduto un’area come fabbricabile sapendo invece che era viziata dalla presenza di vasche di idrocarburi già rotte in più punti. Per questo, i vari tribunali hanno già riconosciuto una corresponsabilità del Comune per l’inquinamento che si è venuto a creare nel sottosuolo. Prima di fare un parco – continua l’avvocato Ruggeri – consiglio di prendere contatti con i proprietari dell’area che hanno voce in capitolo e diritti inviolabili tutelati dalla legge".

ro.da.