Pesaro, 25 settembre 2021 - Un padre e un figlio stanno lottando fianco a fianco, contro un nemico che si è accanito sulla loro famiglia in maniera violenta ma forse non del tutto imprevedibile. Il padre, 57 anni, è ricoverato in Terapia intensiva, a Pesaro, con una grave insufficienza respiratoria causata dal Covid. E’ stato intubato. Il figlio, 17 anni, è a pochi metri da lui, in medicina subintensiva, sempre a Pesaro, ugualmente contagiato dal Covid.

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Vaccinati e ricoveri: ecco quando si è protetti con la doppia dose

A casa, a Montelabbate, l'aspetta la mamma: è l’unica della famiglia ad essersi vaccinata, ed è l’unica non infetta, mentre i due uomini di casa, per motivi che non è dato sapere, avevano deciso evidentemente di prendere un’altra strada. Una strada che li ha portati dritti al San Salvatore.
 

Il loro è un caso se vogliamo emblematico di quanto feroce e subdolo possa essere il virus qualora non trovi ostacoli nel suo percorso, benché in questo caso abbia trovato persone comunque giovani, o addirittura giovanissime. I due montelabbatesi non sono infatti l’eccezione nei reparti Covid.

Fino a ieri, a Pesaro erano ricoverati nei diversi reparti 28 pazienti, di cui 22 non vaccinati, quasi l’80%. Gli altri 6, vaccinati e comunque positivi al Covid al punto da richiedere le cure ospedaliere, sono invece pazienti con diverse patologie pregresse, anche molto gravi. Patologie che secondo i medici potrebbero aver causato una risposta immunitaria non sufficientemente efficace.
 

Allargando il quadro all’intera regione Marche, la situazione non cambia. Prendendo solo le Terapie intensive di tutta la regione, i vaccinati sono 2 su 21. Considerando che ormai, nelle Marche, la platea dei vaccinati è nettamente superiore a quella dei non vaccinati (parliamo di 1.002.100 immunizzati con doppia dose) è evidente che le possibilità di contrarre il virus con esiti gravi o infausti, è di gran lunga superiore in chi si sottrae alla profilassi. Una probabilità che, per quanto riguarda le Marche, è stata anche tradotta in termini numerici: la probabilità di finire in terapia intensiva per un vaccinato è stata stimata intorno al 14,3%; quella di finire in Subintensiva del 9,5%; quella di finire in reparti non intensivi del 18,9%.


Quanto all’età, nella settimana dal 13 al 19 settembre, su 679 casi nella Marche (calcolando solo i residenti) circa la metà (47%) dei contagi ha interessato soggetti tra i 25 e i 59 anni. Ma ci sono stati anche molti casi (132, circa il 20%) nella fascia 0-13 anni e invece decisamente meno, l’11%, in quella 14-24 anni (78 casi). Sembrerebbe che la ripresa delle scuole abbia avuto sui contagi un impatto maggiore nella fascia di studenti per i quali non è ancora prevista la vaccinazione, visto che nella fascia 14-24 l’incidenza è pari alla metà e addirittura si ferma al 6% in quella 14-18 anni. Nelle Marche, d’altra parte, il 54,7% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni (60.279) ha completato il ciclo vaccinale anti-Covid.

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