Pesaro, 26 ottobre 2020 - A Pesaro scoppia la rivolta di piazza (video). Centinaia di persone inferocite hanno inveito contro Governo e istituzioni per protestare contro il Dpcm che impedisce loro di lavorare dopo le 18.

LEGGI ANCHE - Nuovo Dpcm firmato da Conte (il PDF). Locali chiusi alle 18, aperti nei festivi

Sono ristoratori, camerieri, artisti, titolari di palestre che temono licenziamento e crisi. Muniti di pentole, cucchiai, megafoni e cartelli si sono assembrati di fronte alla Prefettura. Saltata ogni regola di distanziamento sociale che ha lasciato il posto a cori e fischi. Una delegazione dei dimostranti ha ottenuto di essere ricevuta dal prefetto. 

Non si sono registrati momenti di tensione con le Forze dell'ordine o disordini, la manifestazione si è svolta in maniera ordinata con i partecipanti che indossavano la mascherina pur non rispettando il distanziamento.


Uno degli organizzatori Umberto Carriera, titolare di un ristorante in centro storico che questa sera terrà aperto, insieme ad altri colleghi è stato ricevuto dal prefetto Vittorio Lapolla. "Il prefetto ha ascoltato le ragioni dicendoci che porterà la nostra voce al Governo ma non ci fidiamo più delle promesse - spiega Carriera -. Siamo stanchi delle promesse. Teniamo le serrande alzate perché ci sono centinaia di migliaia di persone che non riusciranno più a portare il cibo a casa. Il mio ristorante resta aperto stasera: devono arrestarmi".

L'iniziativa di oggi, autorizzata dalla Prefettura, è nata sui social mentre mercoledì è in programma quella organizzata dalle associazioni di categoria. "Non si chiama ribellione ma sopravvivenza - conclude Carriera-. Il ristoro è una barzelletta. Cosa sono 100 euro, 1.000 euro, 2.000 euro? Non sanno quali sono i costi che abbiamo".