Omicidio di Sabrina Malipiero, la conferenza stampa a Pesaro
Omicidio di Sabrina Malipiero, la conferenza stampa a Pesaro

Pesaro, 16 luglio 2018 -  Un delitto d’impeto. Un omicidio frutto di “un’assoluta perdita di controllo”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Pesaro, Cristina Tedeschini, durante la conferenza stampa indetta questa mattina in Questura per fare il punto sull’omicidio di Sabrina Malipiero, la 52enne cassiera pesarese, uccisa venerdì scorso nella sua casa a Pantano, dal 38enne marocchino Zakaria Safri, dopo che i due avevano consumato insieme della cocaina.

Safri “ha confessato tutto ed è una confessione robusta” ha sottolineato la Tedeschini, la quale ha voluto ringraziare pubblicamente i pm titolari dell’indagine, Silvia Cecchi e Giovanni Narbone, e gli uomini della Questura per aver risolto il delitto arrivando a stringere il cerchio attorno al responsabile nell’arco di appena 20 ore. “C’è stata – ha detto - una perfetta sinergia tra Procura e Questura e sento il desiderio forte di esprimere alla cittadinanza l’orgoglio e la gratitudine alle professionalità che si sono profuse per risolvere il delitto così velocemente”.

“Non deve passare l’idea che un’indagine breve sia un’indagine facile – ha evidenziato Silio Bozzi, capo della squadra Mobile, il quale ha tratteggiato il carattere dell’indagato, un uomo dalla “personalità proteiforme, capace di tenere comportamenti diversi a seconda delle situazioni. Per questo dovevamo intervenire subito e velocemente”.

Bozzi ha ripercorso le prime tappe dell’indagine, partita con un “focus su 4 soggetti e arrivata poi a concentrarsi solo su Safri”. La svolta è stata, oltre agli alibi di ferro degli altri 3, la reazione del 38enne all’interrogatorio e la scoperta di alcuni segni e graffi sul suo corpo. Sulla dinamica dell’omicidio, Bozzi ha detto che l’assassino, dopo aver preso a pugni la Malipiero, l’ha colpita con il coltello da cucina prima sullo sterno e poi sulla parte sinistra del collo.

La Cecchi ha parlato di “concorso di moventi”, mentre Narbone ci ha tenuto a mettere in evidenza come il dato delle origini marocchine dell’omicida sia assolutamente “neutrale”. Safri ha dei precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e violenza privata. Per la morte della Malipiero, la Procura gli contesta l’omicidio volontario e il furto (è scappato con l’auto della vittima). Niente cessione di sostanze: la cocaina era già a casa della donna.