Pesaro, 12 gennaio 2019 - Li stanno trasferendo. Il collaboratore di giustizia Biagio Bruzzese, è già lontano da Pesaro. Secondo quanto si è appreso, anche i figli non potranno più rimanere in città. Così come verrà portata via l’altra famiglia, quella della vedova e dei figli di Marcello Bruzzese. La decisione, presa dal Servizio protezione del Viminale nell’immediatezza dell’omicidio a Natale, è stata rimandata di circa quindici giorni per due ragioni. La prima: contrarietà dei Bruzzese ad andarsene da Pesaro, dove vi erano da 10 anni e in caso di impossibilità a restare, prerogativa della famiglia per la scelta della futura città dove ‘scomparire’.

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Qui a Pesaro erano arrivati nel 2008 integrandosi nei gruppi parrocchiali del centro. Molti sacerdoti sapevano la storia dei Bruzzese ma la stragrande maggioranza degli amici dei figli no, tanto da frequentare regolarmente le case sia di Biagio Bruzzese che del fratello Marcello. Il primo appariva il più sicuro di non avere ritorsioni dalle famiglie della Calabria a cui aveva tentato di uccidere nel 2003 il capoclan, lasciandolo su una sedia a rotelle. Si muoveva liberamente a Pesaro, anche se era sottoposto agli arresti domiciliari per scontare delle lunghe condanne per la sua appartenenza alla ’ndrangheta. Il fratello Marcello invece, secondo le testimonianze dei familiari, era sempre guardingo, cambiava abitudini anzi non ne aveva e stava attento alle persone che incontrava.

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Eppure aveva il proprio cognome nella cassetta della posta. I due killer non hanno avuto enormi difficoltà ad identificarlo tendendo la trappola la sera di Natale, come se proprio lui e non il fratello collaboratore di giustizia fosse l’obiettivo. Le indagini hanno appurato che pochi minuti prima dell’agguato, i due sicari hano visto Biagio e Marcello Bruzzese insieme, in via Mazzini. Poi il collaboratore di giustizia è tornato a casa verso il Centro Benelli mentre il fratello è rientrato nella sua abitazione di via Bovio da dove è uscito pochi minuti dopo per parcheggiare l’auto nel garage. Dove l’attendevano i killer.

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La Procura ha messo a disposizione della famiglia il corpo della vittima per celebrarne i funerali, che non avverranno a Pesaro né in Calabria. La tumulazione verrà fatta entro pochi giorni in un luogo segreto. Intanto, la commissione parlamentare antimafia intende convocare la procuratrice di Pesaro Cristina Tedeschini, della Distrettuale Monica Garulli oltre al ministro Salvini.

ro.da.