Pesaro, 27 giugno 2019 - Confermati gli ergastoli oggi dalla Corte di Cassazione per i responsabili dell'omicidio di Ismaele Lulli, 17 anni, di Sant'Angelo in Vado, ucciso a colpi di coltello e col taglio della gola il 19 luglio del 2015.

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Imputati Igli Meta e Marjo Mema, ventenni, albanesi, trapiantati a Urbania da anni e finiti in fretta tra i consumatori e gli spacciatori di sostanze stupefacenti. Il Pg aveva chiesto l'annullamento della sentenza di secondo grado con rinvio perché contestava la mancata premeditazione dell'omicidio, un'aggravante che i giudici d'appello non avevano attribuito a differenza di quelli di primo grado. 

Per entrambi è stata riconosciuta invece l'aggravante di aver agito con crudeltà seviziando col coltello il 17enne, colpevole di aver avuto una breve storia sentimentale con la ragazza di Igli. In primo grado, Igli Meta era stato riconosciuto come autore materiale, mentre Mema era stato coinvolto per un concorso ‘morale’ nel delitto, in secondo grado non c'è stato più questo distinguo.

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Proprio su questo, le difese degli imputati avevano chiesto l'annullamento del processo di secondo grado oltre che per una serie di vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale e rigettato i ricorsi delle difese dei due imputati. 

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"Attendiamo le motivazioni - spiega l'avvocato Salvatore Asole che tutelava Igli Meta -, ma siamo di fronte ad un ergastolo per un omicidio non premeditato di cui si ignora chi sia stato materialmente a compierlo visto che c'è un incrocio di responsabilità. Non escludiamo di andare fino alla Corte di Giustizia europea per sanare questo vulnus". Soddisfazione per la conferma dell'ergastolo da parte della parte civile che rappresentava la famiglia della giovane vittima