Quotidiano Nazionale logo
7 apr 2022

Ora Wasai potrà rivedere i figli coi suoi occhi

La storia di un profugo afghano che aveva perso la vista e del paesino, Chiaserna, che si è mobilitato per farlo operare: il suo grazie

Wasai, 39 anni, con i suoi figli nel parco giochi della casa di accoglienza a Chiaserna
Wasai, 39 anni, con i suoi figli nel parco giochi della casa di accoglienza a Chiaserna
Wasai, 39 anni, con i suoi figli nel parco giochi della casa di accoglienza a Chiaserna

Mentre il conflitto tra Ucraina e Russia polarizza l’attenzione generale in tutto il mondo, sembra essere calato il sipario su un’altra tragedia di pochi mesi fa, quella del popolo afghano.

Protagonista Wasai, un padre di famiglia, scappato dal suo paese subito dopo l’arrivo dei talebani. Pochi giorni fa è tornato a Chiaserna grazie alla solidarietà di tutti gli abitanti della frazione. All’inizio del marzo scorso una grande manifestazione di affetto ed altruismo è scattata, ed andata a buon fine, grazie alla tenacia delle persone residenti alle falde del Catria che ce l’hanno messa tutta per salvare il 39enne, padre di quattro figli. Wasai, arrivato in agosto nella struttura ospitante a Chiaserna gestita da Eurolex Servizi, impresa sociale - Pesaro, improvvisamente aveva perso la vista all’occhio destro. Una risonanza aveva rivelato che era necessario un intervento chirurgico alla testa per asportare una massa crescente. La popolazione di Cantiano e Chiaserna si è stretta intorno a lui avviando i vari contatti e Wasai è stato operato il 14 marzo. Il 24 è tornato a casa, a Chiaserna, dove ha potuto riabbracciare e vedere chiaramente i propri figli. Ora vuole inviare, attraverso gli abitanti della frazione, un grazie sentito a Giovanni Volta, oftalmologo, che richiedeva esami specifici, a Giacomo Rossi, consigliere regionale che si è prodigato per il buon esito dell’emergenza e soprattutto a Letterio Morabito, direttore della Neurochirurgia del Presidio ospedaliero San Salvatore di Pesaro, che ha eseguito materialmente l’intervento e gli ha salvato la vista e la vita. Conosciamo la storia grazie alle parole di Rita Giacomini, una volontaria locale: "Wasai ora sta bene ma avrà bisogno ancora di cure. Speriamo sempre nella solidarietà del Comune e della parrocchia e, soprattutto, che possa rimanere a lungo nella nostra provincia per eseguire in tranquillità i controlli necessari".

Mario Carnali

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?