Bariste in una foto d'archivio Ravaglia
Bariste in una foto d'archivio Ravaglia

Pesaro, 28 novembre 2018 - Palpeggia la barista, il marito lo picchia con la stecca e lo manda all’ospedale. È successo alla vigilia di Natale di 4 anni fa, nella sala da biliardo dell’Harry’s di Pesaro. Dopo le mani, i tre erano passati alle carte bollate. La donna aveva denunciato il palpeggiatore, il quale aveva, a sua volta, querelato il suo ‘castigatore’. I due uomini sono così finiti nel registro della Procura di Pesaro.

Il primo, M.C., per tentata violenza sessuale, il secondo, ex poliziotto, F.F., per violenza privata. All’udienza di ieri mattina, si è scoperto che nel frattempo l’ex poliziotto è morto. Il giudice ha emesso per lui sentenza di non doversi procedere. L’assalitore della donna (difeso dall’avvocato Liana Pesaresi) ha invece patteggiato la pena a 1 anno e 2 mesi di reclusione (pena sospesa).

La vittima delle avances spinte del cliente non si era costituita parte civile. Tutto succede nell’arco di poche ore, la notte tra il 23 e 24 dicembre del 2014. L’avventore arriva nella sala da biliardo in compagnia di alcuni amici. Il clima di feste natalizie è già molto caldo, annaffiato da una buona dose di alcol.

Nel locale c’è la barista, moglie dell’ex poliziotto. A un certo punto, uno del gruppo le si avvicina e comincia a farle dei complimenti. Le parole si fanno però subito più esplicite e pesanti. E in men che non si dica, quell’uomo passa ai fatti. Secondo il racconto della donna, lui cerca più volte di baciarla. Intanto, non tiene le mani in tasca, ma prova ad affondare le dita nei seni e inguine della barista. Il tutto sotto gli occhi delle altre persone presenti nel locale, le quali, durante le indagini, saranno ascoltate e confermeranno l’episodio.

Lei fa di tutto per allontanarlo. Ma fatica a tenere a bada le voglie del cliente. Dopo un po’ riesce a liberarsi da quella presa tentacolare e a chiamare il marito. Il quale arriva, afferra una stecca del biliardo e la dà in testa al palpeggiatore incontenibile. Una, due, tre botte. L’uomo scappa e l’ex poliziotto lo insegue, sempre con la stecca in pugno. L’assalitore è ferito, va al pronto soccorso dove gli riscontrano un trauma cranico non commotivo e lesioni guaribili in 7 giorni. Il caso finisce in Procura. E si è chiuso ieri, dopo 4 anni.

e.ros.