BENEDETTA IACOMUCCI
Cronaca

Paura in ospedale, dottoressa sotto choc: insultata e inseguita da uno sconosciuto

Pesaro, è successo la scorsa notte verso le 4 del mattino. Il medico era in turno. Un uomo ha cominciato a inveire, lei è scappata, lui le è corso dietro. Poi si è chiusa nel reparto. Fatto denunciato al sindacato e ai carabinieri

L’ingresso del Padiglione C dell'ospedale, su piazzale Garibaldi

L’ingresso del Padiglione C dell'ospedale, su piazzale Garibaldi

Pesaro, 14 febbraio 22024 – E’ stata pesantemente insultata e poi rincorsa da uno sconosciuto che si era introdotto in ospedale alle 4 del mattino. Lei, una dottoressa di 47 anni, dipendente dell’Azienda sanitaria, era in servizio al reparto di Medicina del San Salvatore ed era scesa nel reparto di Medicina d’urgenza per un ricovero. Mentre tornava al proprio reparto, in fondo alle scale del Padiglione C (quello centrale, appena si entra dall’ingresso di piazzale Garibaldi), si è imbattuta nello sconosciuto: alto, magro, scuro di pelle e vestito con un giubbino beige.

Senza apparente motivo, l’uomo ha cominciato a inveire contro il medico, facendo gesti aggressivi e intimandole: "Vieni qui". La dottoressa, ovviamente, è scappata per le scale, rifugiandosi nel reparto di Medicina d’urgenza dal quale era appena uscita, al secondo piano. Intanto lo sconosciuto la rincorreva, finché non si è visto il portone chiuso in faccia e a quel punto ha desistito. Lasciando comunque strascichi di terrore e un profondo senso di insicurezza.

Subito è stato avvertito il vigilante, per cercare di rintracciare l’aggressore in fuga. Ma è stato anche chiamato il medico di Pronto Soccorso, per il forte senso di agitazione da cui la dottoressa faticava a riprendersi. Intanto le ricerche del vigilante non sortivano l’effetto sperato: nessuna traccia dell’aggressore, che comunque in base ad altre testimonianze era stato visto anche in precedenza aggirarsi nelle aree dell’ospedale aperte al pubblico. Mentre la dottoressa è stata riaccompagnata, scortata dal vigilante, al reparto di Medicina dove ha concluso il suo turno di lavoro fino all’indomani.

A mente fredda , il giorno dopo, lasciato smaltire lo sgomento, ha deciso di riferire l’accaduto a Luciano Moretti, presidente regionale federale di Cimo Fesmed, e denunciare il fatto ai carabinieri e alla direzione sanitaria. Non tanto per perseguire penalmente il soggetto, ma per denunciare pubblicamente le condizioni di scarsa sicurezza in cui si trova a lavorare il personale.

“Non è possibile che il personale sia costretto a lavorare in queste condizioni – denuncia Moretti –: non è possibile che chiunque voglia sia libero di entrare all’interno dell’ospedale senza che ci sia li minimo filtro o controllo. Le porte sono sempre aperte, non c’è alcuna postazione di controllo visivo, non ci sono nemmeno le telecamere per risalire a questi personaggi. Il caso avvenuto la scorsa notte non è un’eccezione – prosegue il presidente Cimo –: basta fare un giro a una certa ora nei corridori della Radiologia e si incontrano individui assolutamente impresentabili".

Incontri che non avvengono solo a Pesaro, ma anche altrove: "Ricordo che accadde un episodio analogo a un’altra dottoressa a Urbino, un paio di anni fa. Erano due operai che furono individuati, processati e condannati. Fu possibile grazie all’aiuto delle telecamere. Perché se non c’è un controllo degli accessi, se la Polizia non pattuglia ogni sera la zona, non resta che affidarsi alla tecnologia".

Ora, in assenza di telecamere, qualche supporto alle ’indagini’ potrebbe arrivare dalle eventuali testimonianze delle persone che l’altra notte si trovavano anch’esse in attesa negli spazi dell’ospedale. Ma di certo occorrerà anche premunirsi affinché episodi simili non accadano di nuovo.