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Pesaro, catturato un presunto pedofilo francese

Era in un albergo del centro per il Rof: deve scontare condanna in Romania

di ELISABETTA ROSSI
Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2018 alle 14:51
Blitz della polizia in un albergo per arrestare il pedofilo francese

Pesaro, 30 agosto 2018 - Ha detto di essere venuto a Pesaro per il Rof. Ma, a quanto sembra, non ha fatto in tempo neppure a vedere l’ingresso del teatro. Gli agenti della Questura sono andati a prenderlo nell’hotel sul lungomare dove era arrivato da appena due giorni (il 14 agosto) e lo hanno arrestato.

Manette scattate su ordine di un mandato d’arresto europeo spiccato dall’autorità giudiziaria della Romania ad aprile scorso. Tratta e commercio di minori per sfruttamento sessuale, il reato contestato e per il quale pende sulla sua testa una condanna a 5 anni di reclusione emessa, a dicembre 2015, dalla corte della contea di Bihor, in Transilvania. Lui, il presunto pedofilo che da quasi due settimane è rinchiuso nella sezione dei sex offender del carcere di Villa Fastiggi, è di nazionalità francese, con residenza a Parigi, ha 73 anni e si chiama Charles Jean Pierre Fejto.

Un cognome che nel mondo intellettuale europeo è molto conosciuto. Il padre era infatti Francois Fejto, giornalista, politologo e scrittore ebreo ungherese, trasferitosi in Francia prima della seconda guerra mondiale, considerato uno dei maggiori intellettuali del ventesimo secolo, con amicizie come quelle con Camus, Cioran, Chirac e Mitterand. Alla sua morte, nel 2008, l’Ungheria ha proclamato il lutto nazionale.

Il nome del figlio Charles sembra avere invece molto più seguito tra le forze dell’ordine e i Tribunali di mezza Europa. Le autorità giudiziarie romene gli stanno dando la caccia da anni. Ci avrebbero provato già tre volte a fermarlo. Ma invano. Almeno fino ad ora. Lo hanno fatto arrestare in Francia, a quanto sembra, in un paio di occasioni. Ma i giudici d’oltralpe hanno sempre detto no all’estradizione. Ci hanno ritentato in Finlandia, ma lì il mandato di arresto europeo sarebbe finito nel cestino prima ancora che scattassero le manette.

Ma intanto di Charles Fejto, o meglio di «Papa Charles», che oltre a fare l’insegnante, sosterrebbe di far parte di un’organizzazione internazionale a tutela dei bambini sfruttati, si leggono diverse cose sul web. In alcuni siti romeni, spunta una foto dell’uomo circondato da cinque bambini, e vari articoli che riportano la vicenda che gli è costata la condanna. Si dice che Fejto avrebbe tentato di far uscire dalla Romania una 14enne spacciandola per maggiorenne, con la quale avrebbe avuto rapporti sessuali.

Già condannato a 2 anni da parte del Tribunale di Parigi per aggressione sessuale a una 15enne in Cambogia. Fejto sarebbe inoltre anche il fondatore di Aspec, l’organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite a protezione dei minori. Dal carcere di Pesaro, «Papa Charles» (che è difeso dagli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi di Rimini) nega ogni accusa. Dice di essere vittima di un complotto delle autorità romene che vorrebbero far pagare a lui l’opposizione del padre Francois contro il regime di Ceausescu.

Sostiene che al processo in Romania, la stessa vittima 14enne avrebbe detto di non aver subito alcuna violenza. Ma ora tutto dipende dalla Corte d’Appello di Ancona. Che tra qualche giorno deciderà se consegnare Fejto alla Romania. O lasciarlo ancora una volta libero di girare per l’Europa.

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