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5 giu 2022

Perché Valentino ‘piomba’ qui solo adesso

5 giu 2022
franco
Cronaca

Franco

Bertini

Ci è andata bene alla grande. Se nella rotatoria del Centro Benelli, che più moto di così non si può, alla fine ci siamo ritrovati con un monumento dell’Avis, poteva benissimo capitare che in piazzale D’Annunzio, che di moto non ha manco l’odore, ci venisse fuori un bel monumento alla Protezione Civile con una ottima tenda da zona terremotata. E invece no. Lì ci verrà un casco, anzi un "cascone", di Valentino Rossi, visto che parliamo di qualcosa alto quattro metri e largo sei. Praticamente come la testa della Statua della Libertà sepolta dopo la fine del mondo nei film di fantascienza. E anche qui è andata ulteriormente bene perché non è che dentro ci puoi anche cenare mentre con una gru ti portano in alto come succedeva col ristorante alla Palla. Che Valentino Rossi "scenda" in qualche modo in città è cosa buona e giusta. Che lo faccia ora e non l’abbia fatto in altri tempi significa solo che la sua figura e la sua leggenda autentiche e inscalfibili anche da parte dei più accaniti avversari che non vogliono sentire ragioni, stanno assumendo un tono e una dimensione umana che rendono possibile la cosa. Paradossalmente fino a qualche anno fa "Vale" in piazzale D’Annunzio o in un qualunque altro posto non ci sarebbe stato, era di dimensioni troppo smisurate per ogni collocazione che non fosse il "Ranch" di Tavullia. Sai come si dice: quando ti fanno il monumento vuol dire che ti hanno preso le misure e soprattutto che ti sei fatto misurare. Non so bene cosa ne verrà fuori, la "pistìna" da corsa, la Terra dei motori e dei piloti, un po’ di retorica politica, va tutto bene se l’intento è quello di rendere omaggio a Valentino Rossi. Col suo ritiro sul Motomondiale è sceso il buio come dopo la condanna di Galileo da parte dell’Inquisizione; al gran premio del Mugello, suo paradiso terrestre, quest’anno, senza di lui, hanno venduto la metà dei biglietti degli anni scorsi: c’è differenza fra veder correre dei piloti e vedere l’idea che si fa realtà. Onore sempre e tanto di casco per Valentino!

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